Iniziativa per la Giornata internazionale delle donne 2023
Il
Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina di Diritti Umani
in occasione della Giornata Mondiale dei diritti della Donna 2023
intende ripercorrere, come ogni anno, i traguardi sociali, economici
e politici tagliati dalle donne nel corso della storia e riflettere
su quanta strada ancora c’è da percorrere per il raggiungimento
della vera parità di genere entro il 2030.
La
“Giornata delle Nazioni Unite per i Diritti delle Donne e per la
Pace Internazionale” fu istituita nel 1977 dall’ONU attraverso la
risoluzione 32/142 1977. Da allora l’8 marzo è diventato
ufficialmente il giorno della riflessione sulla condizione femminile.
L’origine
del Woman’s Day risale in realtà ai primi del ’900. La sua
genesi infatti è strettamente collegata al clima sociale e politico
di inizio secolo che contribuì alle rivendicazioni dei diritti da
parte delle donne, in particolar modo il diritto di voto.
Originariamente dagli Stati Uniti (portavoce fu il Partito Socialista
Americano) e dalla Danimarca (dopo la Conferenza internazionale delle
Donne Socialiste) partì l’idea di una giornata dedicata
all’importanza delle donne all’interno della società.
In
Italia, sempre agli inizi del ‘900, furono le operaie delle
fabbriche le protagoniste più attive di questo nuovo vento di
rinnovamento femminile fatto di azione finalizzata alla liberazione
dalle mansioni cui la donna era tradizionalmente destinata, fatto di
lotta contro i salari bassi, fatto di primi importanti scioperi.
In
questo periodo molte donne erano mosse da disperazione, rabbia, ma
anche coraggio, desiderio forte di riappropriarsi dell’identità
femminile negata. Inoltre, nel recente passato, tante donne avevano
dato un contributo fondamentale durante l’epopea risorgimentale, ma
i loro sforzi non furono riconosciuti dallo Stato Liberale che
continuava a relegarle al ruolo di “regine del focolare domestico”.
Dall’avvento
della Costituzione agli anni ’70 si ebbe il vero cambiamento nella
forma mentis della donna la quale, gradualmente, iniziò a combattere
il patriarcato e la cultura oscurantista che l’avevano condannata a
un ruolo subordinato e subordinante rispetto a quello dell’uomo. Le
donne italiane, al pari di tutte quelle dei Paesi industrializzati,
dal ‘68 in poi rilanciarono una nuova questione femminile. Si
trattò di un fenomeno di protesta che inizialmente fu sottovalutato
dalle forze politiche, ma in grado di trasformare radicalmente la
società italiana. Le donne miravano al superamento del tradizionale
modello familiare ereditato dalle generazioni precedenti, e sentirono
che non bastavano più il malcontento o il dialogo pacato, era ormai
il tempo delle piazze piene, dei gesti e degli striscioni provocatori
per affermare un’intelligenza tutta femminile accantonata dal
maschilismo imperante. La Legislazione fu disegnata secondo un nuovo
modello di famiglia, diritto
di famiglia
Legge
151 del 1975,
secondo un nuovo modello lavorativo, Legge
903 sulla parità salariale del 1977,
e da questa strada già tracciata da altri importanti traguardi come
la Legge
66 del 1966
che permetteva l’ingresso delle donne nella magistratura ordinaria,
si giunse finalmente nel 1981 all’abolizione del delitto
d’onore
e del matrimonio
riparatore
creatura mostruosa, partorita dal Codice Rocco, negli anni della
dittatura.
Il
‘900 ha raccolto buoni frutti in fatto di diritti per le donne,
questo è innegabile, ma il percorso per giungere a una vera e
concreta parità di genere è ancora lungo e complesso, pur avendo
fissato la scadenza al 2030.
È
opportuno per tale motivo che vi sia un forte impegno tanto sul
fronte dell’azione interna, quanto su quello dell’attività di
sensibilizzazione e cooperazione internazionale.
Per
quanto riguarda l’Italia, è giusto ricordare che è certamente
ampio lo spazio che la Costituzione dedica al riconoscimento dei
principi di uguaglianza e delle pari opportunità tra uomo e donna.
Bisogna solo continuare a costruire sulle fondamenta giuridiche
rappresentate dalla nostra Carta costituzionale, nella consapevolezza
che si tratta comunque di un percorso faticoso e complesso perché
l’attualità ci narra ancora vicende tremende fatte di
discriminazioni quotidiane, in casa e nel mondo del lavoro, fino ad
arrivare ad una brutale violenza che aumenta il gap comunicativo,
emotivo e pratico tra uomo e donna.
La
Giornata Mondiale della Donna, pertanto, si trasformerà realmente in
una festa solo quando le donne non saranno più oggetto di abusi,
discriminazioni e subordinazione, solo quando scompariranno tutti i
tipi di prevaricazione, anche quelle più piccole e quotidiane, ma
non per questo meno gravi. Il senso dell’8 marzo è anche e
soprattutto conoscere storie di donne che hanno contribuito
all’emancipazione femminile, hanno cambiato la rotta della società
e sono per tale motivo dei fari di speranza e punti di riferimento
per molte donne.
Anche
quest’anno con la nostra iniziativa Mimose
d’Acciaio 2023,
giunta ormai alla III edizione, abbiamo scelto di portare nella
scuola italiana 5 donne che meritano attenzione e gratitudine perché
sono un esempio per la società civile.
Franca
Viola, Giovanna Botteri, Samantha Cristoforetti, Eleonora Abbagnato e
Bebe Vio sono le mimose che quest’anno ci sentiamo di donare
idealmente, attraverso i colleghi docenti, alle studentesse e agli
studenti di ogni ordine e grado, affinché la forza, l’intelligenza,
il talento, il coraggio, la determinazione e la storia di ognuna di
queste straordinarie donne possa essere esempio e guida per le
giovani generazioni.
“Io
non sono proprietà di nessuno”
affermò nel 1965 la diciassettenne siciliana Franca Viola, che
rifiutò il matrimonio
riparatore,
previsto all’epoca dalla legislazione italiana, con l’ex
fidanzato il quale l’aveva rapita e violentata per otto giorni.
Quel NO della piccola ragazza di Alcamo contribuì certamente al
cambiamento della condizione femminile in Italia.
Giovanna
Botteri, giornalista italiana ed ex direttore della sede RAI Friuli
Venezia Giulia, negli ultimi anni ci ha aiutato a riflettere per
“scardinare
modelli stupidi, anacronistici che non hanno più ragione di
esistere”
e per “discutere
e far discutere su cose importanti per noi e soprattutto per le
generazioni future di donne”.
Samantha
Cristoforetti, prima donna comandante della Stazione Spaziale
Internazionale, divulgatrice scientifica e ambasciatrice Unicef, ci
dimostra che le donne possono accorciare il gender gap molto marcato
in ambito scientifico ed eccellere sul pianeta Terra e anche nello
spazio.
Eleonora
Abbagnato, ex ètoile dell’Opera di Parigi e una delle ballerine
più brave al mondo, oltre a tenere alto il nome dell’Italia nella
danza classica ci consente di tenere vivo il focus sull’urgenza di
una maggiore presenza femminile nel mondo della danza, nel quale la
direzione dei teatri e le coreografie degli spettacoli sono affidate
quasi esclusivamente agli uomini.
Bebe
Vio, campionessa italiana di scherma, simbolo di coraggio per il
mondo intero perché ha insegnato a tutti che si può tirare di
scherma anche in carrozzina, senza gambe e avanbracci, basta volerlo
fortemente.
Il
CNDDU, alla vigilia della Giornata Mondiale della Donna, esprime
stima, gratitudine, ammirazione e solidarietà per le nostre cinque
straordinarie Mimose d’Acciaio che hanno contribuito
all’emancipazione femminile dell’Italia e che con il loro vissuto
ispirano e sostengono tanti giovani donne. Per tale ragione è stato
più complesso del previsto scegliere la Mimosa
d’Acciaio 2023.
Alla
fine dei lavori all’ UNANIMITA’
il CNDDU
ha individuato la donna a cui va la nostra onorificenza. Ecco la
motivazione:
Per
la sua straordinaria forza morale che ancora riecheggia nella nostra
memoria storica; per il grande coraggio racchiuso nel suo giovane
cuore; per aver spezzato alcune dinamiche imperanti del peggior
patriarcato; per aver contribuito con il suo esempio all’abrogazione
del matrimonio riparatore
CONFERIAMO
Il
titolo di
Mimosa
d’ Acciaio 2023 alla
signora Franca Viola.
La
posizione sociale delle donne determina davvero sia l’emancipazione
femminile che il progresso sociale in senso lato, e Franca Viola con
il suo NO ha riscattato contemporaneamente la donna e la società
civile.
Ora
sta a noi proseguire la strada che ha tracciato.
L’Hashtag
per la Giornata Mondiale delle Donne 2023 è #MIMOSEDACCIAIO2023
Prof.ssa
Rosa Manco
CNDDU