In questi anni
2000 inoltrati, potremmo ipotizzare che 20 secoli di vita sociale
avrebbero dovuto permettere di considerare la società umana come
“evoluta”, matura e responsabile, con diritti civili, rispetto e
libertà per tutti gli esseri umani oramai compiutamente acquisite,
mentre, ahimè, le cronache quotidiane ci rivelano persecuzioni,
violenze, torture ed uccisioni di donne che in certi Paesi vengono
considerate irrimediabilmente colpevoli solo per non aver indossato
correttamente un velo, o di avvelenamenti collettivi di studentesse
per scoraggiarle alla frequentazione ed all'istruzione scolastica,
considerata non destinata al mondo femminile. La negazione per le
donne dell'opportunità di lavoro e di guida di mezzi di trasporto
propri, a cominciare da una semplice bicicletta, ci farebbero pensare
ad una società profondamente primitiva e retrograda, ma tutto questo
accade ancora in certe nazioni proprio in questi nostri anni 2000
inoltrati. E nei nostri cosiddetti “Paesi Evoluti”? Le cronache
quotidiane ci parlano di violenze e femminicidi per motivi familiari
ed a causa di separazioni non accettate dagli uomini, e ci parlano
ancora di discriminazioni nel mondo del lavoro e in generale del non
riconoscimento completamente paritario dei diritti per le donne. Nei
nostri anni 2000 inoltrati potremmo ipotizzate una Giornata di Festa
dedicata all'intera Umanità, indipendentemente dal genere, capace di
esprimere intelligenza, fantasia, abilità, creatività, sensibilità
e responsabilità capaci di far evolvere la qualità della Vita,
meritando ed impreziosendo il dono della stessa esistenza, ed nvece
ogni 8 Marzo siamo ancora qui a celebrare la “Giornata
Internazionale della Donna” per ricordare e sensibilizzare le
popolazioni in relazione ai diritti delle donne. Solo quando non
avremo più bisogno di celebrare questa ricorrenza potremo affermare
di vivere in una “Società Umana Evoluta”, mentre per il momento
possiamo prendere atto di vivere in società che pur nelle loro
pluralità e profonde differenze, esprimono a vari livelli ed in vari
modi la pochezza della propria incompiutezza evolutiva. Quindi,
pensando che ogni individuo ed ogni iniziativa possa fare la
differenza ed esprimere con il proprio pensiero e la propria azione
un solidale apporto alla causa, proprio in questo giorno mi piace
ricordare che l'8 Marzo 1992 a Milano nasceva “Telefono Donna”,
un’associazione di volontariato che per iniziativa della fondatrice
Stefania Bartoccetti, iniziava la sua attività che ancora oggi,
tramite l’ascolto telefonico, offre aiuto a donne in difficoltà,
come le vittime di maltrattamento, violenza fisica e/o psicologica e
stalking, offrendo anche a chi lo desidera un percorso gratuito di
supporto psicologico e/o legale. Un servizio di ascolto attivo 24 ore
su 24 che risponde a diverse tipologie di utenze. A questo proposito
condivido una mia opera “simbolista” ad acquerello nella quale una bambina, rompendo una barriera
simbolica di ghiaccio che non le avrebbe lasciato scampo, telefona
per chiedere aiuto, confidando di poter tornare a vivere liberamente
il suo volo esistenziale. Ognuno, nessuno escluso, ha il potere di
contribuire all'evoluzione della società umana e quindi della
qualità della vita comune, attraverso la sensibile alleanza tra
mente e cuore, e che la Festa dell'8 Marzo possa essere
un'opportunità in più per una profonda riflessione, per un nuovo
sentire e per una presa di coscienza personale e collettiva capace di
dare veramente un senso alla nostra stessa esistenza.
Bruno Pollacci
Direttore
dell'Accademia d'Arte di Pisa