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  • 13/02/2024 19:16

Nel Comune Medaglia d'oro alla Resistenza, una targa per la militante fascista

 

Nel 2009, ai Comuni della Garfagnana - tra cui Castiglione Garfagnana - fu assegnata la Medaglia d'oro al merito civile per la lotta di Resistenza al fascismo. 
Nella motivazione si legge: "Il territorio della Garfagnana a ridosso della linea Gotica subì continui rastrellamenti ed atroci rappresaglie che causarono centinaia di vittime civili e militari (...). La popolazione, pur stremata da stenti e privazioni e colpita da spietati eccidi, seppe affrontare con generosa solidarietà e coraggio civile gli eventi bellici a difesa della dignità umana e della fede nei più alti ideali di libertà".
Il 10 febbraio scorso, in occasione del Giorno delle ricordo delle foibe, il Comune di Castiglione - rappresentato dal Sindaco e dal consigliere comunale Roberto Tamagnini, di Fratelli d'Italia, coinvolgendo anche "le classi delle scuole del paese", come riporta la stampa, ha inaugurato una targa dedicata a Norma Cossetto, definita "martire simbolo della tragedia delle foibe e delle violenze perpetrate ai danni dei nostri connazionali in Istria".
In realtà, Norma Cossetto, non fu uccisa perché italiana, come la propaganda dell'estrema destra sostiene, ma in quanto militante dei gruppi universitari fascisti.
Il padre, Giuseppe Cossetto, era aggregato al 134° Battaglione d’assalto delle Camicie Nere, un reparto impegnato, sotto il comando tedesco, nelle azioni di rastrellamento antipartigiano.
L'impegno di Norma Cossetto nel partito fascista fu riconosciuto anche dopo la sua morte, e durante l'occupazione nazista le fu intitolato un reparto militare femminile della Repubblica Sociale Italiana.

Cossetto, è stata dunque da subito un simbolo per la RSI e per le forze di occupazione, uno strumento di battaglia ideologica. Una donna uccisa, quindi, la cui tragica fine è stata sottratta alla verità storica per farne un'arma retorica.

Se Norma Cossetto rappresenta simbolicamente qualcosa, non è l'italianità, bensì la sua versione estremista e aggressiva, che in quell'epoca si incarnava nel regime fascista. Così infatti è sempre stata ricordata da chi ne condivideva il pensiero politico.

Alla luce di tutto questo, è sconcertate quanto avvenuto  tre giorni fa a Castiglione.

Massimiliano Piagentini 

I commenti

Aveva commesso un reato ? C'era una sentenza di morte? E' stata uccisa in combattimento ? No? Allora è stata assassinata. E il crimine, OMICIDIO, lo ha commesso chi lo ha fatto; ed è complice e criminale chi si associa a questo OMICIDIO. Se era fascista, ma non ha commesso niente di penalmente rilevante, è stata assassinata. Fine. Si vergogni chi continua a difendere l'indifendibile.

Manrico - 14/02/2024 22:45

Massimiliano Piagentini "attivista": cosa vuol dire, che titolo culturale è? Attivista di cosa?
Anche agli attivisti vien la tosse.

anonimo - 14/02/2024 09:57

Mi scusi, ma dovevano fucilare il padre e non una ragazza di 23 anni che non aveva certo partecipato ad azioni militari o repressive. Se tutti gli studenti e le studentesse del GUF fossero state passate per le armi in Italia avremmo avuto un genocidio, visto che la gran parte degli universitari facevano parte dei GUF. Per fortuna non vennero giustiziati Carlo Bo, Giorgio Bocca, Italo Calvino, Carlo Azeglio Ciampi, Luigi Comencini, Luigi Firpo, Renato Guttuso, Pietro Ingrao, Michelangelo Antonioni, Carlo Lizzani, Alberto Mondadori, Ugo Mursia, Giorgio Napolitano, Alessandro Natta, Pier Paolo Pasolini, Giuseppe Patroni Griffi, Giaime Pintor, Edilio Rusconi, Eugenio Scalfari, Paolo Emilio Taviani, Antonello Trombadori, Giuliano Vassalli, Mario Verdone, Cesare Zavattini.......... tutta gente dei GUF, ma nessuno avrebbe nulla da dire se si mettesse una targa per Napolitano. Perfino il premio Nobel Dario Fo, poi comunistissimo e grande attore non era nei GUF, ma molto peggio nelle Brigate Nere!!! Secondo il suo ragionamento avrebbero dovuto giustiziarlo. La Cossetto era una ragazza fascista come ce n'erano a milioni anche perché era stata sottoposta alla propaganda come tutti gli altri. La Cossetto non aveva fatto male a nessuno. La sua eliminazione fu del tutto ingiustificabile, per non parlare delle sevizie cui fu sottoposta. Si tratta di un esempio di pulizia etnica. Tutto qui.

Anonimo - 14/02/2024 04:40

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