Il confine tra libertà e intolleranza
Il confine tra libertà e ...

Siamo un popolo di inetti senza palle e l'abbiamo dimostrato anche nelle ultime due guerre mondiali quando siamo saltati sul carro dei vincitori all'ultimo tuffo accreditandoci come vincitori.
Finché saremo amministrati da sub-normali che vogliono il ponte di messina – ma non vogliono gli armamenti per non distrarre i fondi da il “sociale”; finché avremo amministratori da operetta, senza arte né parte che vogliono fare inutili parcheggi interrati multimilionari e “rotonde” che non serviranno assolutamente a risolvere alcun problema alla popolazione locale; finché spenderemo fior di centinaia di migliaia di euro per addobbare una città in stile Las Vegas, monumento internazionale al Kitsch; finche spenderemo centinaia di migliaia di euro per foraggiare con i nostri soldi un napoletano – amico di amici - per compiacere la casta del food; finché non sapremo fare piani organici validi per la vivibilità della città; finché non riusciremo a dotare la città di servizi moderni e fruibili fatti per i lucchesi, oltre che per i turisti che ci invadono con un overtourism demenziale, con quale diritto, noi italiani, noi lucchesi manterremo il diritto di chiamarci popolo civile?
Il tanto sbandierato “garbo” lucchese è divenuto la classica foglia di fico dietro cui nascondere la nostra incapacità di essere comunità coesa, coerente e capace di mantenere quello che la politica ha detto in campagna elettorale.
Finché daremo più importanza alle parole che ai fatti seguendo gli interessi di una casta che ci impoverisce e saccheggia il territorio; finché permetteremo che gli spalti delle Mura divengano un pantano per comics e concerti avremo perso, fino ad allora il diritto di lamentarci.
D'altronde se siamo gente che vota Salvini & C., Conte, Forzisti fascisti, fascisti del terzo millennio ed ama Putin forse ci meritiamo come italiani e come lucchesi anche questi amministratori, locali e nazionali.
Ed allora spendiamo 14 miliardi di euro per un ponte, monumento alla stupidità umana, e grattiamo la pancia all'altro “ciuffone” nella speranza che non pensi in futuro, di prendersi la Sardegna cui potremo opporci solo inviando i vigili urbani di qualche grande città: la nostra force de frappe !
Lo ripeto, in caso di guerra, il ponte sullo stretto verrebbe distrutto in modo spettacolare. Questo renderebbe i ruderi una straordinaria attrazione turistica del dopoguerra. Per questo spendiamo miliardi.
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