Assi Viari: Rifondazione Comunista sostiene il ricorso al TAR. Gravi carenze di trasparenza e partecipazione democratica
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Pd Lucca: ”Ancora uno, ancora una volta" Morire di lavoro non è più accettabile, non lo si può più accettare"
“Purtroppo anche oggi, Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro, la nostra Regione deve fare i conti con l’ennesimo fatto di cronaca. Dopo l’incidente mortale del 7 aprile in viale Pistelli a Lido di Camaiore, oggi alle 8 a Carrara in località Miseglia, un altro uomo ha perso la vita precipitando con un dumper dalla cava numero 150 (Fossa Ficola). L'ennesima tragedia senza una risposta plausibile, senza una motivazione giustificabile, senza un perché”.
A dirlo è la segreteria comunale del Partito Democratico di Lucca.
“Si tratta di un argomento delicato e di difficile soluzione, ma arrivati a questo punto la politica non può sottrarsi alle proprie responsabilità e fare tutto quello che è nelle proprie possibilità. Quindi ben vengano le scelte coraggiose come quelle del Presidente della Provincia di Lucca Marcello Pierucci e di tutto il consiglio provinciale che si è sentito in obbligo di fare sue le molte richieste di attenzione su questo argomento che sono state fatte a vario titolo nei mesi scorsi e promuovere l’istituzione di una commissione provinciale sulla sicurezza sui luoghi di lavoro con l’obiettivo di ascoltare, conoscere, promuovere una maggiore e una migliore cultura e consapevolezza alla sicurezza sui luoghi di lavoro”.
“Purtroppo - continua la segreteria Pd Lucca - come si evince dagli ultimi eventi, sia a livello provinciale, regionale che anche a livello nazionale, gli ultimi incidenti mortali sono avvenuti in diversi comparti produttivi, con casistiche e dinamiche diverse: da tutti questi - uguali per l'esito, ma molto diversi tra loro - emerge la necessità di una maggiore consapevolezza e una migliore e maggiore cultura della sicurezza, quella cultura richiamata a gran voce da tutti, ma poi allo stesso tempo da tutti dimenticata. La Toscana, e i vari territori che la compongono, è formata da comparti produttivi molto variegati e diversi tra loro. Per questo motivo se vogliamo provare a incidere anche in minima parte, c’è il bisogno del contributo di tutte le amministrazioni comunali e provinciali, la necessità di una migliore e più ampia conoscenza, di un osservatorio più vicino e di un contatto diretto con il mondo del lavoro e tutti gli organi competenti, soprattutto con la scuola. C’è la necessità di iniziare a partire proprio da qui, per poi proseguire nei luoghi di lavoro, per programmare percorsi formativi più inclusivi che guardino alla prevenzione piuttosto che alla repressione, un percorso che formi ragazzi e ragazze alla percezione del rischio per far crescere in loro, già da studenti, un nuovo approccio e una nuova consapevolezza sul tema della sicurezza. Solo così riusciremo a inserire piccoli ma decisivi tasselli a tutela della salute e della vita nei luoghi di lavoro”.
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