Taddeucci celebra 145 anni di storia tra tradizione, arte e memoria
Taddeucci celebra 145 ann ...

Intelligenza artificiale sotto accusa: demonizzare la tecnologia non è la soluzione
Ancora una volta l’intelligenza artificiale diventa il capro espiatorio perfetto per problemi che esistono da ben prima della sua nascita. L’inchiesta del New York Times e il clamore mediatico che ne è seguito sembrano voler far credere che la manipolazione dell’opinione pubblica sia una novità introdotta dai modelli linguistici generativi. La realtà è che la propaganda esiste da secoli e che ogni nuova tecnologia, dalla stampa ai social network, è stata accusata di essere “l’arma definitiva” della disinformazione.
Il problema non è l’AI, ma l’uso che se ne fa
Attribuire la colpa alla tecnologia è comodo, ma fuorviante. Non sono gli algoritmi a decidere di manipolare le persone: sono esseri umani, con agende politiche e interessi economici. La stessa AI che oggi viene dipinta come “strumento di persuasione occulta” è anche quella che traduce testi per i medici umanitari, aiuta ricercatori a scoprire nuove cure, e mette in contatto persone di culture diverse.
L’ipocrisia della paura selettiva
Fa sorridere – amaramente – che si gridi allo scandalo per presunte operazioni cinesi, quando da anni aziende e governi occidentali utilizzano sistemi di profilazione e marketing comportamentale con un’efficacia impressionante. Quando la persuasione algoritmica serve a vendere prodotti o spingere narrative “amiche”, si parla di innovazione. Quando invece il mittente è geopoliticamente scomodo, diventa “minaccia globale”.
Demonizzare non protegge, educare sì
La soluzione non è fermare o limitare l’intelligenza artificiale, ma formare cittadini consapevoli, capaci di riconoscere contenuti manipolatori qualunque sia la loro origine. Bloccare la ricerca o demonizzare la tecnologia significa consegnarla in mano esclusivamente a chi ha meno scrupoli nell’usarla.
Un appello alla lucidità
Il dibattito sull’AI ha bisogno di meno titoli sensazionalistici e più onestà intellettuale. L’intelligenza artificiale non è “buona” o “cattiva” di per sé. È uno specchio delle intenzioni di chi la programma e la utilizza.
Se continueremo a trattarla come il nemico, rischiamo di perdere l’occasione di farne un alleato potente contro la stessa disinformazione di cui oggi ci preoccupiamo.
Taddeucci celebra 145 ann ...
Disagi all’ITE Carrara, ...
Dal 16 maggio arriva l'obb ...
Sabato 16 maggio, alle ore ...
Forse l’Assessore Granuc ...
Taddeucci festeggia 145 an ...
In città sono partite le ...
Il cordoglio del CAI Lucca ...
TITOLAZIONE DEL PONTE DI M ...
Ma chi hanno intervistato ...
Chi dovrebbe fare le multe ...
Parte il 18 Maggio a Carra ...
Si trovano parcheggiati un ...
100 anni fa il sorvolo del ...
Lucca celebra il composit ...
Cardiologia, urologia e ga ...
Successo per l’Open Day ...
Le Mura di Lucca si aprono ...
Piano comunale della telef ...
Rievocando Lucca In vis ...
In ospedale ci sono rumori ...