I marò italiani, una storia che non si è spenta e la vita dopo il caso
La vicenda dei marò itali ...

riporto dal web
Le firme su Change.org servono a mostrare un sostegno formale a una causa e a far sentire la voce dei cittadini, ma generalmente non hanno valore legale a meno che la petizione non sia legata a referendum o proposte di legge popolare che richiedono l'uso di SPID e firma elettronica. L'efficacia delle petizioni online dipende dalla mobilitazione e dalla pressione che riescono a generare, ma è importante essere consapevoli che, a parte questi casi specifici, le firme non sono giuridicamente vincolanti.
ma quante firme ci vogliono per legge per avere diritto a un cambiamento?
elisa - 23/10/2025 20:58
Io ho firmato. Certo, il solito furbacchione portavoce (consapevole o inconsapevole) dei bottegai dirà che le firme sono poche. E partirà la solita tiritera: «E chi siete? E quanti siete? E che volete? E perché non andate a vivere in collina? E la città è tanto viva mentre prima era un mortorio eccetera, eccetera, eccetera…». Il fatto è però che ci troviamo di fronte a una deriva pericolosa. Il degrado e la morte dei centri storici (non solo del nostro, anche se il nostro era di particolare pregio) sono un fatto acclarato, ben noto a chi si occupa di questi problemi con un minimo di cognizione economica, storica e sociale. Il degrado dell'antico tessuto urbano comporta una "svendita" che conviene a molti, nell'immediato. Pensate come è facile far soldi affittando camere e appartamenti, affittando fondi utilizzati per rivendere cibarie e paccottiglia. Pensate a come è facile lucrare sullo spaccio di alcolici e di stuzzichini. Chi può opporsi a questa deriva non sono certo i residenti che, spesso non abbienti, o scappano se possono, o lucrano qualcosina, magari su un vecchio appartamento di famiglia. Eppure la deriva c'è, ne paghiamo e ne pagheremo tutti le conseguenze, in termini di mancato sviluppo e di impoverimento collettivo, di perdita di un tessuto urbano di qualità. Le istituzioni potrebbero fare qualcosa, se volessero e, soprattutto, se sapessero. Se sapessero comprendere la contemporaneità, se avessero un minimo di cultura e di lungimiranza. Prendete ad esempio la vicenda (tristissima) della Manifattura: un bene pubblico in pieno centro, in posizione strategica, che si poteva recuperare. Per farne cosa? A che cosa ha pensato la politica? A un centro commerciale!!! Alla faccia del terziario avanzato, del valore aggiunto basato sul lavoro intellettuale sulle tecnologie, sui servizi, sulla ricerca, la consulenza, l’informatica, la comunicazione, l'innovazione e la cultura… Il nostro destino è segnato: siamo e rimarremo un popolo di camerieri. Simpatici, caciaroni e pittoreschi, ma sempre camerieri.
anonimo - 23/10/2025 17:15
si fa col portafoglio, smettete di spendere soldi in centro per qualche mese, e vedrete come tutti gli interessati abbasseranno le orecchie, che solamente di turisti non possono campare.
anonimo - 23/10/2025 17:07
Abbiamo già raccolto oltre 340 firme per chiedere il rispetto della legge e del diritto al riposo.
Le misurazioni ARPAT in via san Giorgio hanno accertato il superamento dei limiti acustici, ma il Comune continua a non intervenire.
Siamo in uno Stato di diritto, e non esiste alcuna norma che autorizzi il rumore notturno o il disturbo alla quiete pubblica.
Se anche un solo cittadino decidesse di agire contro l’amministrazione per omessa vigilanza e mancato rispetto dei limiti di legge, avrebbe in mano le prove ufficiali che documentano la persistenza del disturbo. Se questi 340 cittadini e piu’, insieme, decidessero di rivolgersi a un avvocato e citare il Comune per omessa vigilanza e mancata tutela della salute pubblica, “passerebbe la ruzza a tanta gente”.Siamo in uno Stato di diritto, non chiediamo privilegi, ma il rispetto delle regole e della dignità dei residenti.
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