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  • 12/11/2025 10:24

Finta aggressione fascista, sindacalista Cgil condannato a 4 mesi di lavori di pubblica utilità

L’ex sindacalista della Fillea-Cgil, che lo scorso aprile denunciò una falsa “aggressione fascista” a Sestri Ponente, oggi è stato condannato dal Tribunale di Genova a quattro mesi di lavori di pubblica utilità (presso una pubblica assistenza genovese) e una donazione a un ente benefico. Il sindacalista, sospeso dalla Cgil, per cui il procuratore aggiunto Federico Manotti ha chiuso le indagini con l’accusa di simulazione di reato, ha chiesto la messa alla prova e oggi la giudice Carla Pastorini l’ha accolta. L’istituto alternativo è stato chiesto tramite il legale difensore, visto e considerato che la pena massima è di tre anni. Il sindacalista aveva ritirato la denuncia due giorni dopo i presunti, ma finti, fatti. Successivamente, era stato indagato dagli investigatori della Digos genovese, i quali, a poche ore di distanza da quanto denunciato pubblicamente dalla Cgil e dalla sinistra scesa incautamente in piazza a Sestri Ponente con in testa l’allora candidata sindaca Silvia Salis, che in realtà non c’era stata alcuna aggressione. Il sindacalista stesso lo aveva ammesso davanti al pm che lo aveva convocato per sentirlo. “Uno mi ha urlato comunista di merda, facendo il saluto romano, l’altro mi ha tirato un pugno, mi ha spintonato e mi ha colpito. E poi sputi” era stata la prima versione presa per buona da Cgil, sinistra e Salis, che l’avevano utilizzata per urlare all’allarme fascismo in città. Tuttavia, le prime discrepanze tra il suo racconto e la realtà erano emerse quasi subito. Infatti, gli investigatori della Digos non avevano trovato corrispondenza tra gli orari forniti dal sindacalista e l’appuntamento, né riscontri dalla telecamere di videosorveglianza presenti sul luogo. fonte: https://www.ligurianotizie.it/finta-aggressione-fascista-sindacalista-cgil-condannato-a-4-mesi-di-lavori-di-pubblica-utilita/2025/11/11/624548/?fbclid=IwZnRzaAOBLQ9leHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZAo2NjI4NTY4Mzc5AAEeMqbya4mAeDJZ2wCuFl0Qj5l9LEEUXLwTeqcYksk3DO6ZtA3Aj8DKZAx0ERY_aem_czMjd-4vznAB582BnxJLLg

I commenti

Non è che serviva ricordarci come ragionano i fascisti... e invece eccoci qua a spiegargli (ancora una volta) perché sono fascisti (oltre che, ovviamente, imbecilli).

E' molto semplice (e comunque loro continueranno a far finta di non capire, perché da qualche anno a questa parte non gli piace più esser chiamati fascisti, che è quello che sono).
Ecco alcuni recenti casi di simulazione di reato:

* Falsa rapina per soldi persi al gioco: Un caso ha visto un invalido denunciare una rapina che non era mai avvenuta, probabilmente per giustificare la perdita di denaro al gioco.

* Falsa denuncia di furto d'auto dopo un incidente: Un imprenditore di 50 anni, per usufruire dell'assicurazione, ha denunciato il furto della sua auto dopo averla abbandonata incidentata, finendo poi nei guai per simulazione di reato.

* Sindacalista aggredito: Un sindacalista della CGIL è stato condannato per aver inventato un'aggressione di matrice fascista a Genova, un fatto che ha avuto grande risonanza mediatica.

* Rapina inesistente in un negozio di sigarette elettroniche: Un dipendente di un punto vendita ha inscenato una rapina per nascondere, presumibilmente, un ammanco di cassa, ed è stato successivamente denunciato.

* Donna a processo per finta rapina: Una donna di 60 anni, invalida, rischia di finire a processo al Tribunale di Arezzo per aver denunciato una rapina che la Procura ritiene non sia mai avvenuta

Ora vediamo quanti fascisti si mettono a commentare sostenendo che in Italia non esistono ladri o rapinatori.

anonimo - 13/11/2025 16:26

Il teatrino di politica e cgil, l'accorata requisitoria di Landini in tv sull'argomento, l'ennesimo allarme fascismo usato in modo strumentale. Ci vorrebbe una denuncia complessiva per procurato allarme.

anonimo - 13/11/2025 15:30

notizia fresca comunque

https://www.huffingtonpost.it/politica/2025/04/29/news/mi_hanno_aggredito_i_fascisti_la_sinistra_in_piazza_per_difendere_il_sindacalista_della_cgil_ma_si_era_inventato_tutto-19073298/

peter - 12/11/2025 11:44

Genova. Svolgerà per quattro mesi lavori socialmente utili presso una pubblica assistenza Fabiano Mura, il sindacalista della Cgil che aveva denunciato un’aggressione fascista rivelatasi poi completamente inventata. L’udienza si è tenuta questa mattina davanti alla gip Carla Pastorini. Mura, che ha anche fatto una donazione nei confronti di un ente benefico, potrà quindi veder estinto il reato se la messa alla prova andrà a buon fine.


Il sindacalista era accusato dal procuratore aggiunto Federico Manotti di simulazione di reato. Mura, dopo la scoperta dell’aggressione inventata, era stato sospeso dal sindacato Fillea Cgil di cui era segretario.

La denuncia e poi la verità sull’aggressione fascista inventata
I fatti risalgono all’aprile di quest’anno. Come Genova24 aveva spiegato in questo articolo, i dubbi sul racconto del sindacalista Fabiano Mura che aveva denunciato di aver subito un’aggressione fascista pochi giorni prima delle celebrazioni del 25 aprile erano sorti subito tra gli investigatori della Digos. Troppi particolari in quel racconto non collimavano con quanto emerso dalle indagini tecniche e in particolare dalle telecamere della zona. Poi quei dubbi erano diventati certezza per ammissione dello stesso sindacalista davanti al pm. Mura, messo alle strette, aveva ammesso la bugia.

Nella denuncia presentata alla polizia il sindacalista aveva raccontato di essere uscito di casa per prendere l’auto in dotazione dal sindacato (di cui ha indicato modello e targa) intorno alle 7.15 del mattino. Ha detto di aver attaccato alcuni volantini pro referendum sulle fiancate e spiegato di aver notato un’auto che lo seguiva. Quando si era fermato da quel mezzo erano scesi in due che l’avrebbero aggredito con sputi e poi fisicamente con un colpo al costato dopo aver fatto il saluto romano e avergli urlato “comunista di merda”. I medici del pronto soccorso del Villa Scassi non gli hanno riscontrato lesioni evidenti ma lo hanno visitato e dimesso con 5 giorni di prognosi.

L’analisi delle telecamere e la denuncia ritirata

Dall’analisi delle telecamere era però emerso che quella mattina il sindacalista non era uscito da casa alle 7.15 ma alle 7.45 e non da solo bensì in compagnia di alcuni famigliari. Poi alle 8 si era diretto alla sede della Cgil in via San Giovanni D’Acri e più tardi, al pronto soccorso dell’ospedale Villa Scassi. Prima di quell’ora e dalla sera precedente l’auto era sempre rimasta parcheggiata vicino a casa sua. Nel racconto c’erano poi altri aspetti poco chiari come quello relativo ai volantini sulla fiancata dell’auto di cui non è stata trovata traccia o la destinazione lavorativa di Mura al momento dell’aggressione, che non aveva mai voluto spiegare in dettaglio.

L’aggressione denunciata aveva provocato un certo allarme sociale in città e un presidio lanciato dalla Cgil a Sestri Ponente a cui avevano partecipato centinaia di persone. Poi le incongruenze sul racconto avevano scatenato furenti polemiche provenienti soprattutto dal centrodestra. Mura aveva ritirato la denuncia presentata alla polizia, poi convocato in Procura aveva ammesso che quell’aggressione non era mai esistita.

Ettore il Muto - 12/11/2025 11:43

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