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  • 17/11/2025 13:29

I misteriosi proprietari

“La decisione di eliminare il Piano attuativo per la gestione dell’area della manifattura è l’ennesimo incredibile capitolo di una vera e propria saga dell’incoerenza portata avanti su questo tema dalla destra lucchese. Con la previsione dell’intervento diretto per la ristrutturazione della manifattura sud, infatti viene tolto quel controllo da parte del consiglio comunale e dei cittadini, che il centrosinistra aveva inserito e che la destra aveva chiesto a gran voce, quand’era all’opposizione. Il doppio passaggio in consiglio comunale (adozione-approvazione) e l’opportunità dei cittadini di presentare le osservazioni consentivano un maggiore controllo, innanzitutto sulla parte già venduta, i cui misteriosi proprietari possono ora usufruire di un più agevole intervento diretto”. Così dissero i capigruppo di minoranza in consiglio comunale a Lucca: Enzo Alfarano, Partito democratico; Gabriele Olivati, Lucca Futura; Daniele Bianucci, Sinistra Civica Ecologista; Ilaria Vietina, Lucca è un grande noi; Marco Barsella, Lucca Civica-Volt-Lucca è popolare. Stentorea dichiarazione che ahimè non tiene conto di alcuni piccolissimi particolari. Durante il governo del centrosinistra infatti il “controllo da parte del consiglio comunale e dei cittadini” non c'è stato perchè Tambellini e la sua maggioranza hanno già venduto a quelli che i capigruppo definiscono “misteriosi proprietari”. Si invitano quindi i suddetti e i loro partiti che di quella maggioranza per larga parte facevano parte a rivolgersi a Enzo Alfarano, Partito democratico; Gabriele Olivati, Lucca Futura; Daniele Bianucci, Sinistra Civica Ecologista; Ilaria Vietina, Lucca è un grande noi; Marco Barsella, Lucca Civica-Volt-Lucca è popolare, per chiedere spiegazioni. Mi dispiace poi segnalare loro che a Lucca esiste una saga della coerenza: il mistero sui “misteriosi proprietari” resta tale da Tambellini a Pardini e unisce, mirabile e rara unità d'intenti, tutto l'arco consiliare dai luccacivici ai difensori di Lucca. Intanto i “misteriosi proprietari” fanno bellamente affari, vedi l'ex Palazzo Bertolli, alla faccia del “controllo da parte del consiglio comunale e dei cittadini.

I commenti

E quelli che hanno venduto parlano di "misteriosi proprietari". Siamo oltre il ridicolo.

Anonimo - 18/11/2025 08:11

Per far diventare qualcosa di vendibile o affittabile quei 6000 m2 ci vorranno altri 20 milioni. Per cui speriamo ce li investano e che pale, betoniere e picconi entrino tosto in azione!!!

Anonimo - 18/11/2025 01:30

...mi pare una seXa!!! Nel senso che da vent'anni ci si masturba politicamente sul destino di questo immobile senza riuscire a restaurarlo.

La ballata del ruderone continua.

Anonimo - 18/11/2025 01:27

Ci stanno pigliando tutti per il culo

Anonimo - 17/11/2025 20:14

Prima di parlare di “misteriosi proprietari” e scandali epocali sarebbe utile distinguere fatti da interpretazioni, perché su questa storia della Manifattura ormai girano più leggende che informazioni.

La porzione già venduta non è stata ceduta dall’amministrazione attuale. Quella scelta l’ha fatta la giunta precedente, con atti pubblici e firmati. Quindi chi oggi denuncia lo scandalo dovrebbe prima chiedere conto a chi quella decisione l’ha presa, non a chi se la ritrova sul tavolo da gestire.

La variante urbanistica non significa assenza di controlli o un “liberi tutti”. Significa che cambia la procedura. Gli interventi dovranno comunque rispettare vincoli urbanistici, sovrintendenze, normative nazionali e iter autorizzativi. Non è che domattina spuntano cento appartamenti o un centro commerciale senza passare da nulla. Semmai la scelta è stata quella di semplificare tempi e procedure per evitare che la Manifattura resti l’ennesimo progetto eterno e incompiuto.

Se poi qualcuno sostiene che i proprietari siano “misteriosi”, esiste un metodo semplice e legale per scoprirlo: accesso agli atti. Si può conoscere tutto — nomi, condizioni, prezzo, clausole. Se davvero manca trasparenza, si parte dai documenti, non dagli slogan.

Il problema reale è che per anni la discussione sulla Manifattura è stata più politica che tecnica. Mentre si litigava tra “vendita sì/vendita no”, l’immobile peggiorava e la città perdeva tempo e opportunità.

Da qui una domanda semplice: preferiamo un rudere abbandonato per altri dieci anni o un progetto concreto (più controllato, se necessario, ma realizzato)?

Forse sarebbe ora di smettere di usare la Manifattura come clava politica e iniziare a trattarla per quello che è: un pezzo importante di Lucca che ha bisogno di decisioni, non di telenovela.

Una balena - 17/11/2025 19:40

Sarà l'ora che venga svelato alla cittadinanza il nome del fortunato acquirente che si è aggiudicato, grazie alla " benevolenza" del precedente sindaco 6000 metri di Manifattura per la moduca cifra di 1 milione poco più??? Sono anni che i cittadini lucchesi attendono... e ora si passa alla fase libera tutti.. Uno schifo

Anonimo - 17/11/2025 17:58

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