La Segreteria territoriale e comunale del Partito Democratico di Lucca aderisce al Comitato per il NO al referendum sulla giustizia
La Segreteria territoria ...

Stop a nuovi locali e negozi di souvenir in centro storico. Rifondazione
Comunista: una misura tardiva, i buoi sono già scappati dal recinto.
Come
Circolo di Lucca del Partito della Rifondazione Comunista vogliamo
commentare la tanto propagandata delibera, voluta dall’assessore
Granucci, contro l’apertura di nuovi locali e negozi di souvenir nel
centro storico.
La misura, che afferma la necessità della
salvaguardia del tessuto economico cittadino e la protezione delle
attività storiche, arriva con colpevole e doloso ritardo, quando oramai
molti esercizi commerciali storici hanno cessato la propria attività,
sostituiti da multinazionali e catene commerciali.
Ultimo caso
lampante è l’agenzia di viaggio Angelini che dopo quasi un secolo di
attività ha chiuso i battenti, lasciando spazio ad un negozio che
somministra focacce e panini, il marchio di fabbrica dei centri storici
gentrificati e dedicati solo al turismo.
Quindi quale commercio
lucchese vuole proteggere la giunta? Quale salvaguardia
dell’”autenticità” del centro storico vuole porre in essere?
Troviamo
altresì paradossale che nei comunicati di alcuni gruppi consiliari di
maggioranza, come Difendere Lucca o Lucca 2032, si faccia riferimento in
particolare non tanto ai locali che somministrano cibo o bevande,
quanto alla limitazione per quanto riguarda i negozi di souvenir, che
spesso sono gestiti da persone straniere. Interessante questo
patriottismo a corrente alternata, cieco davanti all’avanzata delle
multinazionali nel nostro centro storico, ma attentissimo al negozietto
di souvenir.
Come Circolo di Lucca del Partito della Rifondazione
Comunista crediamo in un diverso modello di sviluppo e promozione della
nostra città, dove il turismo riesca ad inserirsi nel tessuto urbano e
sociale in sintonia con chi la città la vive tutto l’anno.
Circolo di Lucca del Partito della Rifondazione Comunista
I cosiddetti "negozi storici" non sono difendibili. Se si proibisce di aprire negozi di cibo toscanoide, questo non vuol dire che si salvano dalla chiusura altre attività. Intanto se un'attività è fuori mercato essa chiude comunque. Poi, con una dissennata chiusura al traffico e al parcheggio del centro, chiusura avvenuta in gran parte prima del 2010, si è escluso il centro stesso dal vivere quotidiano dei lucchesi e questo ha decretato la morte delle attività non legate al turismo. La pedonalizzazione andava fatta in modo diverso e forse si sarebbe salvato qualcosa. Qualcosa, ma non tutto! Lo ripeto, le attività fuori mercato avrebbero chiuso comunque!!!! Pensare di riuscire con delle proibizioni a far operare aziende decotte è un'illusione statalista tipicamente italiana!!
Oggi si potrebbe solo fare questo:
1. Porre regole di arredo urbano serie, in modo che le ciberie toscanoidi non siano anche brutte
2. Creare un marchio "cibo tipico lucchese" che sia conferito solo alle attività che propongono vera tipicità e non ai toscanoidi. Pappa al modoro, schiacciata, cantucci, lampredotti, ecc. non sono robe lucchesi. Liberi di cucinarle, ma il marchio non lo beccano.
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