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  • 15/12/2025 18:18

Stop a nuovi locali e negozi di souvenir in centro storico. Rifondazione Comunista: una misura tardiva, i buoi sono già scappati dal recinto.

Stop a nuovi locali e negozi di souvenir in centro storico. Rifondazione Comunista: una misura tardiva, i buoi sono già scappati dal recinto.

Come Circolo di Lucca del Partito della Rifondazione Comunista vogliamo commentare la tanto propagandata delibera, voluta dall’assessore Granucci, contro l’apertura di nuovi locali e negozi di souvenir nel centro storico.
La misura, che afferma la necessità della salvaguardia del tessuto economico cittadino e la protezione delle attività storiche, arriva con colpevole e doloso ritardo, quando oramai molti esercizi commerciali storici hanno cessato la propria attività, sostituiti da multinazionali e catene commerciali.
Ultimo caso lampante è l’agenzia di viaggio Angelini che dopo quasi un secolo di attività ha chiuso i battenti, lasciando spazio ad un negozio che somministra focacce e panini, il marchio di fabbrica dei centri storici gentrificati e dedicati solo al turismo.
Quindi quale commercio lucchese vuole proteggere la giunta? Quale salvaguardia dell’”autenticità” del centro storico vuole porre in essere?
Troviamo altresì paradossale che nei comunicati di alcuni gruppi consiliari di maggioranza, come Difendere Lucca o Lucca 2032, si faccia riferimento in particolare non tanto ai locali che somministrano cibo o bevande, quanto alla limitazione per quanto riguarda i negozi di souvenir, che spesso sono gestiti da persone straniere. Interessante questo patriottismo a corrente alternata, cieco davanti all’avanzata delle multinazionali nel nostro centro storico, ma attentissimo al negozietto di souvenir.
Come Circolo di Lucca del Partito della Rifondazione Comunista crediamo in un diverso modello di sviluppo e promozione della nostra città, dove il turismo riesca ad inserirsi nel tessuto urbano e sociale in sintonia con chi la città la vive tutto l’anno.

Circolo di Lucca del Partito della Rifondazione Comunista

I commenti

I cosiddetti "negozi storici" non sono difendibili. Se si proibisce di aprire negozi di cibo toscanoide, questo non vuol dire che si salvano dalla chiusura altre attività. Intanto se un'attività è fuori mercato essa chiude comunque. Poi, con una dissennata chiusura al traffico e al parcheggio del centro, chiusura avvenuta in gran parte prima del 2010, si è escluso il centro stesso dal vivere quotidiano dei lucchesi e questo ha decretato la morte delle attività non legate al turismo. La pedonalizzazione andava fatta in modo diverso e forse si sarebbe salvato qualcosa. Qualcosa, ma non tutto! Lo ripeto, le attività fuori mercato avrebbero chiuso comunque!!!! Pensare di riuscire con delle proibizioni a far operare aziende decotte è un'illusione statalista tipicamente italiana!!

Oggi si potrebbe solo fare questo:

1. Porre regole di arredo urbano serie, in modo che le ciberie toscanoidi non siano anche brutte
2. Creare un marchio "cibo tipico lucchese" che sia conferito solo alle attività che propongono vera tipicità e non ai toscanoidi. Pappa al modoro, schiacciata, cantucci, lampredotti, ecc. non sono robe lucchesi. Liberi di cucinarle, ma il marchio non lo beccano.

Anonimo - 15/12/2025 22:53

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