intervento del forum Acqua pubblica e Si-Cura di Lucca
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Daniele Bianucci attacca la proposta di legge sulla Remigrazione (che verrà presentata da Difendere Lucca il prossimo 7 febbraio) aggrappandosi alla premier Meloni. Secondo il consigliere comunale di estrema sinistra anche la Meloni si sarebbe dissociata dalla proposta, e questo sarebbe quindi riprova che la stessa sia ‘sbagliata’. È proprio vero che quando si è disperati ogni fuscello e un’ancora di salvataggio, ma proponiamo alcune scarne riflessioni:
a) la proposta non nasce in ambito governativo, quindi la Meloni se la ritroverà sul tavolo senza averla proposta.
b) per Bianucci la Meloni è metro di legittimità/giustezza di una proposta? Se la premier l’avesse appoggiata Bianucci quindi non avrebbe avuto niente da ridire?
c) il solito problema della sinistra con la democrazia: mentre Askatasuna prendeva a martellate i poliziotti, movimenti di destra presentavano una proposta di legge, prevista dal nostro ordinamento. Nel primo caso Bianucci tace, nel secondo parla di offesa alla democrazia.
Facciamo un comitato ufficiale, con tanto di timbro e conferenza stampa, e iniziamo da chi è davvero lontano: gli italiani all’estero. Tutti. Nessuno escluso. Dal cameriere a Berlino all’ingegnere a Zurigo, dalla badante a Londra allo chef stellato a New York. Rientro immediato in patria, grazie. Immaginate la scena: aeroporti pieni di connazionali spaesati che tornano “a casa”, valigie rigide, accento mezzo straniero e quella frase pronta sulle labbra: “Ma io ormai…”. Niente scuse. L’Italia chiama, l’Italia vuole. Del resto, se il problema è la coerenza, cominciamo da noi. Il comitato potrebbe chiamarsi qualcosa di rassicurante, tipo “Comitato per il Grande Rientro Affettivo”, così nessuno si spaventa. Missione: riportare cervelli, braccia, nostalgici e anche quelli che dell’Italia ricordano solo il caffè. Perché se il concetto è che ognuno deve stare nel suo Paese, allora non possiamo fare eccezioni quando il connazionale paga le tasse altrove. Certo, ci saranno piccoli dettagli da sistemare: stipendi dimezzati, burocrazia creativa, affitti poetici e concorsi pubblici che sembrano escape room. Ma sono dettagli. L’importante è il principio. E poi vuoi mettere la soddisfazione di dire: “Siamo tornati tutti, ora sì che va meglio”? Qualcuno obietterà che molti italiani sono emigrati perché qui non c’era lavoro, futuro o aria respirabile. Ma non facciamo i pignoli. Quando si parla per slogan, la realtà è solo un fastidio di fondo, come una zanzara di notte. In fondo questo esercizio serve a una cosa semplice: capire che le migrazioni non sono un capriccio né una moda, ma una conseguenza. E che quando inizi a ragionare per liste di rientro forzato, prima o poi scopri che qualcuno su quella lista potresti essere tu. O tuo figlio. O tuo nipote con lo zaino pronto. Ma tranquilli: è solo ironia. Per ora.
affresco - 03/02/2026 12:24
Il commento che inizia con “Bianucci tende sovente alla criminalizzazione dell'avversario politico” sotto a un post che strumentalizza drammatici fatti di cronaca e accomuna Bianucci - incensurato - ad azioni criminali che non lo riguardano in alcun modo è davvero un capolavoro.
Per non parlare dell’attribuzione di qualità come “molto lontano dai principi costituzionali della libertà di espressione, rispetto della rappresentanza popolare, rispetto del voto democratico” elargite da chi sta fianco a fianco (se addirittura non è parte di) chi si definisce fieramente “fascista del terzo millennio” e non ha mai fatto mistero di ammirare il dittatore Mussolini (un campione della libertà di espressione, del risoetto della rappresentanza popolare, e del voto democratico riconosciuto IN TUTTO IL GLOBO TERRACQUEO).
Chapeau al tirapiedi della maggioranza! Di sicuro privo di controsensi, e assolutamente coerente con la sua ideologia malata e criminale.
Ora però lasci perdere la cronaca e le strumentalizzazioni ideologiche, si riponga nel cassetto della storia, e già che è lì la studi da capo: eviterà di commettere più e più volte gli stessi errori, e di perpetrare gli stessi orrori (coi medesimi risultati, non esattamente esaltanti).
Bianucci tende sovente alla criminalizzazione dell'avversario politico, a chiedere al Sindaco di sconfessare la propria maggioranza (e quindi di tradire il proprio elettorato) per sposare la visione dell'opposizione. Un controsenso possibile solo ritenendosi 'parte giusta' del confronto, metro a cui gli altri si dovrebbero uniformare. Mi sembra molto lontano dai principi costituzionali della libertà di espressione, rispetto della rappresentanza popolare, rispetto del voto democratico, ecc.
anonimo - 02/02/2026 12:31
Siete due tribù estremiste.Voi fasci siete razzisti e servi di Putin. I comunisti sono servi di Putin come voi e da sempre violenti. Vi metterei tutti su un'isola deserta a fa' a stiaffi a mani nude tra voi. Fuori dalle palle!
anonimo - 01/02/2026 23:02
Attendiamo con ansia lo sgombero del palazzo in Via Napoleone III per ammirare la composta reazione dei pacifici e mai violenti militanti di Casapound, noti in tutto il mondo per la loro calma serafica, l’equilibrio mentale, l’amore e il rispetto per i processi democratici, e per il continuo tentativo di mediazione con il resto del mondo.
Anonimo - 01/02/2026 18:46
Questi attacchi personali reiterati e rigorosamente anonimi a Bianucci, quasi sempre privi di senso, che mettono sulla stessa bilancia mele e pere, che non di rado attaccano e denigrano la persona più che la sua azione politica, danno la misura del buon lavoro che il consigliere di opposizione sta facendo, e dei miseri mezzucci utilizzati dai suoi vili avversari politici.
Anonimo - 01/02/2026 18:42
Bianucci ha posto una sua proposta politica ed è legittimo criticarla, anche duramente, nel merito e nelle conseguenze che potrebbe avere. Nessuno lo mette in discussione per questo.
Il problema nasce quando, su altre iniziative, si cambia criterio di giudizio. Una proposta di legge presentata attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento non diventa automaticamente “antidemocratica” perché non la si condivide. La critica dovrebbe restare sul contenuto, non trasformarsi in una delegittimazione di principio.
Se si accetta che le proposte si discutano quando arrivano da una parte, lo stesso vale quando arrivano dall’altra. Altrimenti non è confronto politico, ma doppiopesismo. E questo, più delle singole proposte, è ciò che impoverisce il dibattito pubblico.
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