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  • 15/03/2026 15:27

A Lucca un ponte inatteso tra Cristianesimo e Islam nato tre secoli fa

A Lucca, città di mura antiche e di tradizioni religiose profonde, riaffiora una storia che sembra appartenere a un’altra epoca ma che oggi parla sorprendentemente al presente. È la vicenda di Ludovico Marracci, studioso e religioso nato in questo territorio nel Seicento, che dedicò anni della sua vita allo studio dell’Islam e in particolare del Corano. Un percorso insolito per l’Europa di quel tempo, quando il rapporto tra mondo cristiano e musulmano era segnato soprattutto da diffidenza e scontro. Marracci non si limitò a osservare da lontano. Imparò l’arabo, studiò i commentari dei teologi musulmani e si immerse nei testi per comprenderne davvero il contenuto. Il risultato fu una traduzione latina del Corano pubblicata alla fine del XVII secolo, accompagnata da un vasto lavoro di annotazioni e spiegazioni. Per molto tempo quell’opera rappresentò uno dei riferimenti più seri per gli studiosi europei che volevano conoscere il testo sacro dell’Islam. Per secoli quel lavoro è rimasto soprattutto materia per specialisti. Oggi però viene riletto con occhi diversi. Non soltanto come un documento di erudizione religiosa, ma come un segno di quanto lo studio e la conoscenza possano diventare strumenti di incontro tra culture. Proprio da questa intuizione nasce a Lucca un’iniziativa culturale che mette al centro la figura di Marracci e il suo rapporto con il Corano. La mostra racconta una pagina poco nota della storia locale e allo stesso tempo invita a riflettere su un tema molto attuale: il dialogo tra religioni. L’idea non è quella di cancellare le differenze tra le fedi, né di ridurre tutto a un generico spirito di tolleranza. Piuttosto si vuole mostrare come la comprensione reciproca nasca da un lavoro paziente, fatto di studio serio e di confronto intellettuale. Guardando indietro nel tempo, colpisce il fatto che un religioso del Seicento abbia scelto di dedicare tanto impegno alla lettura di un testo appartenente a un’altra tradizione religiosa. In un’epoca in cui le contrapposizioni erano forti e spesso violente, la decisione di conoscere davvero la fede dell’altro non era affatto scontata. Oggi, in un mondo che continua a confrontarsi con tensioni religiose e culturali, quella storia assume un significato particolare. Non offre soluzioni semplici, ma ricorda che il dialogo nasce sempre da un gesto iniziale: la volontà di capire ciò che per l’altro è sacro. Così, tra le strade silenziose di Lucca e le pagine ingiallite di un’antica traduzione, riaffiora una lezione che attraversa i secoli. La pace tra culture diverse non si costruisce con slogan o dichiarazioni di principio. Si costruisce lentamente, attraverso la conoscenza, lo studio e il rispetto reciproco. A volte basta un libro, tradotto con pazienza trecento anni fa, per ricordarlo. Lucca ed Arte

I commenti

La famiglia Marracci, ricca di ingegni, fu certo prodiga di cittadini di talento, che furono ornamento della Repubblica di Lucca. Va però detto che Ludovico non tradusse il Corano per dialogare con l'Islam. Lo tradusse per amore di conoscenza e per riaffermare il primato della religione cristiana. Il Marracci apparteneva al suo secolo e non al nostro.

Anonimo - 15/03/2026 23:31

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