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  • 27/08/2026 10:55

Museo del Risorgimento, Giannini (FdI): “Un obbligo salvarlo,

Museo del Risorgimento, Giannini (FdI): “Un obbligo salvarlo, basta un piccolo contributo da tutti i Comuni per salvarlo”.

Lucca - «Condivido l’allarme lanciato in questi giorni sul futuro del Museo del Risorgimento di Lucca e credo sia arrivato il momento di passare dalle preoccupazioni alle proposte concrete. Per questo avanzo una soluzione semplice, sostenibile e soprattutto condivisa: tutti i Comuni della provincia di Lucca mettano a disposizione una piccola quota, bastano 50 centesimi per ogni abitante».
È la proposta di Michele Giannini, Coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Lucca, che interviene sulla vicenda del Museo del Risorgimento, oggi chiuso e al centro di un appello per il suo rilancio. Il Museo conserva documenti, cimeli e testimonianze che raccontano la partecipazione del territorio lucchese alla vicenda risorgimentale e alla costruzione dell’Unità d’Italia. 
«Parliamo di una cifra simbolica per ciascun Comune, 0,50 centesimi per ciascun cittadino residente – sottolinea Giannini – ma che, messa insieme,  rappresenta una base concreta per garantire la sopravvivenza e il rilancio del Museo, integrando le risorse che potranno arrivare dalla Regione e dalle Fondazioni del territorio. Sarebbe un bellissimo esempio di collaborazione istituzionale e di responsabilità condivisa».
«Il Risorgimento – prosegue – non è soltanto una pagina dei libri di storia: è il periodo nel quale prende forma il processo che porta all’Unità d’Italia e alla nascita dello Stato nazionale. Conservare la memoria di quegli uomini, di quelle donne e di quelle idee significa quindi custodire una parte fondamentale della nostra identità nazionale e della storia del nostro territorio».
«Credo che nessun Comune debba sentirsi estraneo a questa battaglia. Cinquanta centesimi ad abitante sono un piccolo contributo, che però
farebbe la differenza. Se Regione, Fondazioni, Provincia e Comuni riusciranno a fare squadra, possiamo salvare il Museo e trasformare questa emergenza in un’occasione per rilanciarlo, renderlo maggiormente conosciuto e soprattutto restituirlo alle scuole, ai cittadini e ai visitatori».
«La storia non appartiene a una singola amministrazione, ma a una comunità intera. E proprio per questo – conclude Giannini – dobbiamo essere tutti disposti a fare la nostra parte. Propongo dunque che i Comuni della provincia si confrontino rapidamente su questa possibilità: un piccolo ma concreto contributo con cui decidiamo di salvare e valorizzare la nostra storia».

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