Progetti e non inutili passerelle elettorali
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Gini (Potere al Popolo! Lucca): «La domanda è una sola: che idea abbiamo per Lucca? Nella risposta a questa domanda c'è tutto».
La Manifattura Tabacchi non è un semplice immobile da valorizzare. È un bene comune, patrimonio della memoria delle lavoratrici e dei lavoratori lucchesi, delle lotte sindacali e della Resistenza al nazifascismo. È anche uno degli ultimi grandi spazi attraverso cui Lucca può decidere che città vuole diventare.
«In vent'anni questa classe dirigente lucchese non è stata capace di costruire un progetto organico. Abbiamo assistito a tentativi di aste, project financing, concessioni, e progetti falliti. La Manifattura è stata progressivamente sbrindellata, mentre gli interessi in campo cambiavano insieme alle maggioranze politiche. Una strada, invece, non è mai stata percorsa davvero: un progetto pubblico costruito con la città e per la città» dice Nicoletta Gini di Potere al Popolo! Lucca.
Per Potere al Popolo, infatti, bisogna partire dai bisogni sociali, su cui costruire il progetto ed articolare poi un piano di risorse, coinvolgendo i soggetti pubblici necessari. La strada del finanziamento pubblico è già stata percorsa in altre città, ad esempio Napoli e Torino, proprio per il recupero di Ex Manifatture. Mai è stato proposto a Lucca un percorso che mettesse al centro la partecipazione della cittadinanza lucchese, coloro che vivono e abitano a Lucca, che studiano, che lavorano e vogliono costruire a Lucca un futuro. E nemmeno mai è stato fatto il tentativo di costruire un piano di finanziamento pubblico pluriennale con fondi ministeriali, regionali, comunali ed europei. Ci si è limitati ad osservare fallire il PIUSS senza rendere conto alla città e a considerare la vendita o il partenariato pubblico-privato come un destino già segnato.
«Davanti al rigetto del progetto di Polimea, l'apertura di Pardini alla destinazione ricettiva è quantomeno provocatoria, vista l'emergenza abitativa che vive la città. Lucca non ha bisogno di nuovi spazi per la rendita immobiliare, di residenze di lusso o di un'altra trasformazione del centro storico in una vetrina turistica. E soprattutto non ha bisogno di altra ricettività mentre si parla continuamente di overtourism e di espulsione dei residenti» continua Gini. Se la Manifattura deve rispondere alle esigenze dei lucchesi, la priorità deve essere la casa.
«Quando sentiamo le parole di Pardini, ci rendiamo conto di quanto chi governa sia scollegato dalla realtà. Tutto per chi compra immobili come investimento e niente per chi a Lucca deve vivere, lavorare e costruire la propria vita». La Manifattura può in questo senso rappresentare la possibilità di aumentare il patrimonio residenziale pubblico, destinando una parte significativa ad abitazioni pubbliche in affitto a canone calmierato.
«Non parliamo di una generica promessa di social housing. Parliamo di costruire un patrimonio abitativo pubblico permanente: appartamenti di proprietà pubblica, assegnati secondo criteri trasparenti e affittati a canoni commisurati ai redditi. Case per chi lavora ma non riesce più a sostenere gli affitti di mercato, per giovani, famiglie, studenti, lavoratrici e lavoratori, persone anziane e nuclei in difficoltà», spiega Gini.
Il punto è rompere il meccanismo per cui ogni nuova abitazione nel centro della città diventa un'occasione di rendita. «Se vogliamo intervenire davvero sul mercato immobiliare lucchese, dobbiamo aumentare l'offerta di case sottratte alla speculazione e mantenute nel patrimonio pubblico. Non appartamenti da vendere oggi per finanziare il bilancio e nemmeno case da trasformare domani in affitti turistici: case che rimangono pubbliche e che continuano a essere affittate a prezzi accessibili anche tra venti, trenta o cinquant'anni».
La Manifattura può quindi diventare molto più di un recupero edilizio: casa, cultura, socialità, formazione e servizi, dentro un unico grande progetto pubblico.
Per questo Potere al Popolo chiede: un percorso partecipativo reale, con un'inchiesta sui bisogni sociali della città prima di decidere le destinazioni; un patto istituzionale tra Comune, Regione, Stato, Università e altri soggetti pubblici, per costruire un piano finanziario pluriennale utilizzando risorse comunali, regionali, statali ed europee; la garanzia della proprietà pubblica della Manifattura e delle abitazioni, insieme a strumenti di controllo popolare e trasparenza su ogni passaggio amministrativo.
«Serve coraggio e serve responsabilità politica. La Manifattura è un pezzo della nostra storia. Facciamola diventare anche un pezzo del nostro futuro» conclude Gini.
Lucca, 30 settembre 2026 Potere al Popolo! Lucca
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