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  • 29/10/2026 09:13

Padiglioni ovunque : il senso del limite

Il senso del limite Ogni anno di più. Padiglioni ovunque, giochi per bambini sotto le Mura divelti, scuole e asili chiusi, 80.000 persone al giorno “limitate” (più occasionali e residenti). Una città medievale trasformata in sfondo gratuito per multinazionali e set cinematografici, con servizi di sicurezza e assistenza messi a dura prova. Dai concerti nelle piazze ai mega-eventi che bloccano la città, dal Comics al Summer: si parla di “indotto” e “visibilità”, ma i documenti restano invisibili e le esigenze di chi ci vive ogni giorno passano in secondo piano. Lucca è bella. Ma senza un limite rischia di diventare solo un’ambientazione, una sorta di Eurodisney toscano. Qual è, secondo voi, il limite? https://www.facebook.com/61594133199137 VCS Lucca Facebook

I commenti

Una città viva non significa una città in cui i cittadini devono sopportare qualsiasi disagio in nome degli incassi e del turismo. Nessuno vuole trasformare Lucca in un museo polveroso, ma nemmeno in un enorme parco eventi dove per qualche giorno chi ci abita deve rassegnarsi a traffico, caos, difficoltà negli spostamenti e vita quotidiana complicata. È facile parlare di economia e visibilità internazionale quando magari non sei tu a dover attraversare la città, andare al lavoro o gestire le normali necessità di tutti i giorni. Il punto non è essere contrari a Lucca Comics, ma pretendere organizzazione, misura e rispetto per chi questa città la vive tutto l'anno, non soltanto per cinque giorni. Una città è davvero viva quando sa accogliere i visitatori senza dimenticarsi dei propri cittadini. Perché Lucca non appartiene soltanto alla manifestazione: appartiene prima di tutto a chi ci vive.

Mamma - 29/10/2026 12:48

Eurodisney toscano"? Ma per favore, evitiamo paragoni catastrofici che non stanno né in cielo né in terra.

Io a Lucca ci vivo e ci lavoro ogni giorno, e sinceramente tutta questa paura che la città si trasformi in una farsa permanente mi sembra solo l'ennesimo esercizio di stile di chi non vede l'ora di lamentarsi di tutto. I padiglioni, le strutture e gli allestimenti servono proprio a questo: a fare in modo che una fiera di livello mondiale, capace di attrarre centinaia di migliaia di persone e di muovere un'economia pazzesca, trovi spazio dentro una città d'arte senza snaturarla ma valorizzandola.

Le città vive e dinamiche hanno bisogno di eventi che "occupano" gli spazi, portano energia e proiettano Lucca sulla mappa internazionale, invece di fossilizzarsi in un borgo cristallizzato e mummificato a uso esclusivo di chi vorrebbe la quiete perpetua. Vogliamo una città che lavora, cresce e si fa conoscere o un museo polveroso? Per cinque giorni all'anno, un po' di occupazione intelligente degli spazi è il prezzo migliore che possiamo pagare per avere una Lucca viva 365 giorni.

Anonimo - 29/10/2026 10:58

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