In pensione il direttore del dipartimento della salute mentale
In pensione il direttore d ...

06/06/2022
L'Ospedale San Luca – Lucca Azienda USL Toscana nord ovest è ufficialmente ri-accreditato dall'UNICEF Italia come "Ospedale amico delle bambine e dei bambini" per tutti i servizi e le attività volte a favorire l’allattamento. Si conferma il riconoscimento avuto per la prima volta nel 2007 e riconfermato già altre due volte.
La cerimonia di ufficializzazione si è svolta, oggi, 6 giugno, nell’aula Sesti, con gli interventi per l’Asl del direttore generale Maria Letizia Casani, del direttore del Dipartimento materno infantile Ugo Bottone, del Direttore del Dipartimento infermieristico ostetrico Andrea Lenzini, del direttore dell’Area pediatrica Luigi Gagliardi, del direttore della struttura Assistenza infermieristica di Lucca Paolo Galoppini, del direttore aziendale della struttura Assistenza ostetrica nell’ambito del Dipartimento infermieristico ostetrico Cinzia Luzi, della referente aziendale Allattamento Giulia Fantoni (ostetrica con incarico di coordinamento per i percorsi assistenziali), della responsabile dell’attività consultoriale della Piana di Lucca e direttrice a livello aziendale della struttura di Psicologia della continuità ospedale-territorio Patrizia Fistesmaire, di Moreno Marcucci per la direzione di presidio dell’ospedale “San Luca”, del direttore della struttura di Neonatologia e Pediatria di Lucca Angelina Vaccaro, del direttore della struttura di Ostetricia e ginecologia di Lucca Gian Luca Bracco e della pediatra referente del progetto "Ospedale Amico" per l'Ospedale San Luca, oltre che referente aziendale per l’allattamento, Sara Lunardi. Presente, inoltre, l’ex direttore aziendale del Dipartimento materno infantile aziendale ed ex direttore della struttura di Neonatologia e Pediatria Lucca, Raffaele Domenici, che aveva coordinato i precedenti percorsi di questo tipo.
Per l’UNICEF hanno invece partecipato alla cerimonia di Lucca Silvana Miraglia, presidente del Comitato UNICEF Lucca ed Elise Chapin, del programma dell’UNICEF Italia “Insieme per l’allattamento”.
Da sx Silvana Miraglia, Presidente UNICEF Lucca, Angelina Vaccaro, direttore UOC Pediatria, Maria Letizia Casani, DG Az USL Toscana Nord OvestDa sx Silvana Miraglia, Presidente UNICEF Lucca, Angelina Vaccaro, direttore UOC Pediatria, Maria Letizia Casani, DG Az USL Toscana Nord Ovest
Da sx Silvana Miraglia, Presidente UNICEF Lucca, Angelina Vaccaro, direttore UOC Pediatria, Maria Letizia Casani, DG Az USL Toscana Nord Ovest
Servizi tra i più alti standard assistenziali
Un accreditamento che conferma il San Luca nei servizi offerti, che puntano a fornire massimo benessere per il nascituro e per la donna che ha partorito, fornendo loro i più alti standard assistenziali, in primis sostenendo le mamme che allattano come quelle che non lo fanno. L’offerta del rooming-in continuativo e garantito permette ai neogenitori di stare insieme ai loro neonati e neonate fin da subito. L’ospedale offre questa possibilità anche presso altri reparti in caso di ricovero successivo di una mamma, un bambino o una bambina in allattamento, garantendo così una continuità nel rapporto di famiglia.
“L’ospedale di Lucca - ha evidenziato il direttore generale Asl Maria Letizia Casani - oltre che moderno e tecnologico, si conferma amico delle bambine e dei bambini. La pergamena che ci è stata consegnata stamani ha un grande valore perché questo riconoscimento internazionale viene conferito dall’UNICEF alle strutture che dimostrano di applicare concretamente tutti i criteri previsti, a livello di competenze, assistenza e organizzazione dei servizi, per l’allattamento e l’alimentazione infantile. E’ dunque la certificazione di un percorso complesso e premia lo sforzo compiuto quotidianamente dai nostri operatori per un continuo e costante miglioramento e aggiornamento delle attività. Per ottenere - e per vedere confermato - questo bollino di qualità gli ospedali devono infatti attuare con successo una vera e propria trasformazione dell’assistenza a mamme e bambini, applicando dieci passi per la protezione, la promozione e il sostegno dell’allattamento materno. In questi anni il personale del settore materno-infantile ha dovuto acquisire e mantenere una nuova mentalità, che pone al centro della propria attenzione la coppia mamma-bambino nel segno della concreta applicazione dei diritti dell’infanzia promossi da UNICEF. Ringrazio quindi di cuore tutti i nostri operatori, che partecipano con entusiasmo a ogni iniziativa di formazione, aggiornamento e miglioramento della qualità e che in questo 2022 ci hanno permesso di confermare un significativo risultato (la rivalutazione doveva essere effettuata nel 2020 ma è stata rimandata a causa della pandemia Covid-19)”.
Insieme per l'allattamento
“Come UNICEF in Italia promuoviamo il programma “Insieme per l’Allattamento”, con 31 Ospedali Amici dei bambini, 7 Comunità riconosciute dall’UNICEF come Amiche dei bambini, 4 Corsi di Laurea riconosciuti Amici dell’Allattamento e oltre 900 Baby Pit Stop - spazi dedicati a tutte le famiglie in cui poter allattare e prendersi cura dei propri figli” – ha dichiarato Carmela Pace, Presidente dell’UNICEF Italia.
“Proseguire nel riconoscimento di Ospedale Amico significa mantenere l’impegno in un percorso di promozione e attuazione di buon pratiche che consentano la migliore assistenza per le madri e i loro bambini, ricevendo cure tempestive e adeguate in questo momento speciale nella vita di una famiglia"
Parkinson, svolta all’ospedale San Luca: primi impianti sotto cute
A due pazienti in stadio avanzato della malattia l’infusione h24 del farmaco. L’intervento è avvenuto martedì scorso in neurologia con il dottor Marco Vista
Lucca, 20 dicembre 2024 – Al San Luca il primo impianto sottocutaneo per la cura del Parkinson. E’ un trattamento che rappresenta un progresso significativo per i pazienti affetti da questa malattia perché consente l’infusione sottocutanea continua, 24 ore su 24, di levodopa, amminoacido che è tuttora il gold standard della terapia per questi casi.
L’impianto sotto-cute per la somministrazione di questo farmaco è stato effettuato per la prima volta a Lucca, su due pazienti in fase avanzata di malattia, martedì scorso, nell’ambito dell’ambulatorio per i disturbi del movimento della struttura di Neurologia del San Luca, diretta dal dottor Marco Vista. L’attività specifica è stata gestita dalle dottoresse Martina Giuntini e Stefania Salvetti e dall’infermiera Sonia Salvestrini.
Il Parkinson è tra le malattie neurodegenerative più diffuse e colpisce circa 6.1 milioni di persone nel mondo. In Italia si stimano oltre 300mila persone, un numero che si prevede raddoppierà entro il 2050. Si tratta di una patologia complessa che è caratterizzata da tremore, rigidità muscolare, lentezza dei movimenti e difficoltà di equilibrio. Dal marzo scorso è disponibile anche in Italia la nuova modalità di somministrazione della Ldopa, nei casi di malattia di Parkinson, nel caso in cui le combinazioni di medicinali disponibili non abbiano dato risultati soddisfacenti.
Si tratta della prima e unica terapia a base di foslevodopa/foscarbidopa in infusione sottocutanea a somministrazione continua e può aiutare i pazienti a prolungare il periodo in cui i sintomi sono ben controllati, generalmente definito come stato di “On”. Lo sviluppo della nuova combinazione a base di foslevodopa/foscarbidopa è stato supportato da due studi di Fase 3: uno studio della durata di 12 mesi che ha valutato la sicurezza, la tollerabilità e l’efficacia a lungo termine dell’infusione sottocutanea continua, e uno studio della durata di 12 settimane che ha confrontato l’efficacia e la sicurezza della combinazione foslevodopa/foscarbidopa con la levodopa/carbidopa per via orale. Un passo avanti importante per tutte le persone affette dalla malattia di Parkinson, che storicamente hanno avuto opzioni di trattamento limitate.
San Luca, operata con successo una ragazza affetta da rara malformazione oculare
2025
LUCCA - L’equipe dell’unità operativa di Oculistica dell’ospedale “San Luca”, diretta dal dottor Michele Palla, ha operato con successo una studentessa lucchese di 19 anni affetta dalla Sindrome di Goldenhar, una rara malformazione oculare.
San Luca, operata con successo una ragazza affetta da rara
10 Febbraio 2025
LUCCA - L’equipe dell’unità operativa di Oculistica dell’ospedale “San Luca”, diretta dal dottor Michele Palla, ha operato con successo una studentessa lucchese di 19 anni affetta dalla Sindrome di Goldenhar, una rara malformazione oculare.
Un nuovo acceleratore lineare per la struttura di radioterapia oncologica di Lucca, diretta daMarcello Mignogna nell’ambito del dipartimento oncologico dell’Azienda Usl Toscana nord ovest.
Acquisita per un investimento complessivo di di 3 milioni di euro (2,4 milioni di euro dei quali 1,3 milioni con fondi PNRR, più 600mila euro di lavori), l’apparecchiatura prevede un tempo di installazione di circa 8 mesi. Ieri (28 marzo) sono partite le operazioni per togliere dal bunker gli attuali arredi così da renderlo disponibile alla ditta che eseguirà i lavori di adeguamento radioprotezionistico e impiantistico per consentire l’installazione della nuova macchina, che consentirà la somministrazione di terapie antitumorali sempre più efficaci.
Il nuovo moderno acceleratore lineare garantirà infatti un livello tecnologico elevato e un’ottimizzazione del trattamento radioterapico, venendo incontro alle attuali esigenze della cittadinanza. È previsto che venga installato nel periodo di luglio-agosto, quando potrà così essere avviata la configurazione della macchina, il cosiddetto commissioning sui computer che guideranno i trattamenti. Questa attività richiederà un intenso lavoro da parte della Fisica Sanitaria Nord dell’Azienda Usl Toscana nord ovest diretta da Alessandro Tofani, prima di arrivare appunto all’attivazione del nuovo sistema.
Mentre, lavorando per il futuro, vengono avviate le operazioni di installazione del nuovo acceleratore lineare si è conclusa sempre ieri (28 marzo) la rilevante attività clinica della tomoterapia elicoidale, apparecchiatura per la radioterapia installata nel vecchio ospedale Campo di Marte nell’aprile 2010, con inizio dell’attività clinica il 7 luglio dello stesso anno. Nell’agosto 2014, con il trasferimento dal vecchio al nuovo ospedale, questa apparecchiatura era poi stata smontata e rimontata al “San Luca” e fino ad oggi ha svolto in maniera adeguata la sua funzione con oltre 6mila importanti trattamenti effettuati, in gran parte di carattere curativo.
Durante gli interventi di sostituzione, i trattamenti radioterapici a Lucca verranno garantiti dall’altro acceleratore lineare presente al San Luca. Per ridurre al minimo i disagi e i tempi d’attesa, per quanto possibile, a Lucca sarà anche assicurato un turno serale con attività clinica in regime istituzionale che terminerà alle ore 22. Sarà così aumentata l’offerta oraria sull’unica macchina rimasta in funzione nella struttura.
La direttrice generale dell’Azienda Usl Toscana nord ovest Maria Letizia Casani e il direttore della Radioterapia Marcello Mignogna ringraziano dunque il personale tecnico, medico, fisico e infermieristico dell’unità operativa per la disponibilità già prospettata nell’ambito di questa riorganizzazione, anche serale, delle attività.
L’auspicio è che questa azione, insieme al lavoro in rete con le altre strutture di Radioterapia dell’Azienda Usl Toscana nord ovest, possa permettere di superare senza problemi rilevanti questo periodo di passaggio, propedeutico all’attivazione del nuovo acceleratore lineare.
Eccezionale sequenza di interventi salvavita su sei pazienti con infarto in sei ore nella Cardiologia dell’ospedale lucchese
Sei interventi salvavita in sei ore. E’ lo straordinario risultato della Cardiologia dell’ospedale “San Luca” di Lucca che è riuscita a trattare con successo una serie sorprendente di pazienti infartuati. Una vera e propria maratona assistenziale che ha preso il via al mattino con le procedure per un infarto e un’altra grave patologia cardiovascolare di difficile diagnosi. Poi, nel pomeriggio, tra le ore 15 e le 21, altri casi hanno reso protagonisti indiscussi tutti gli operatori sanitari del “San Luca”. Sei pazienti con infarto acuto del miocardio di età compresa tra i 54 e i 74 anni sono infatti stati ricoverati in successione quasi cronometrica. Tre provenivano dalla Valle del Serchio, cinque erano di sesso maschile e tutti sono stati rapidamente assistiti con successo mediante multiple procedure di angioplastica coronarica. “Assorbire sei ricoveri in sei ore – commenta Francesco Bovenzi, direttore dei cardiologi ospedalieri lucchesi – testimonia la nostra grande capacità inclusiva e di fluida organizzazione. Questo costante impegno al servizio dei cittadini rappresenta per medici, tecnici di radiologia, infermieri professionali, operatori sanitari e per l’Azienda tutta un motivo di orgoglio, perché ci consente di scrivere insieme luminose pagine della storia di tanti cuori, che diviene inevitabilmente anche la nostra più edificante storia umana, quella di un meraviglioso gruppo di professionisti della salute nell’ambito dell’Azienda USL Toscana nord ovest e dell’intera Regione”.
“Nella nostra realtà siamo sempre pronti ad affrontare sfide e difficoltà cliniche – afferma – consapevoli che la Cardiologia è oggi una tra le più complesse discipline della moderna medicina che richiede competenza per offrire straordinari risultati assistenziali in termini di vite salvate. L’unità operativa di Cardiologia dell’ospedale di Lucca, che da oltre venti anni ho l’onore di dirigere, è ormai divenuta un riferimento nazionale tra i più efficienti nella cura dell’infarto. Lo testimonia la forza dei nostri risultati in termini di vite salvate con una mortalità che risulta dai dati regionali e nazionali tra le più basse in assoluto. Non è un caso se ogni giorno narriamo con grande emozione il progresso della scienza del cuore, declinato con l’accresciuta sopravvivenza per infarto nella popolazione”.
“Riaprire una coronaria occlusa da un trombo – evidenzia Cristina Gemignani, protagonista dell’intenso pomeriggio in Cardiologia – equivale a ridare la vita a un cuore che sta soffrendo. Ogni volta che mi ritrovo a gestire in sala di emodinamica un’emergenza infartuale il gesto che mi porta a ripristinare il flusso sanguigno in una coronaria è sempre una sfida, un nuovo esame, ma anche l’opportunità di vivere una grandissima gioia, un momento di orgoglio, perché condivido con il paziente il dono della salute recuperata con sentimenti di speranza e di vita che guardano verso il suo miglior futuro”.
Ogni giorno nell’unità coronarica del “San Luca” sono accolti circa due pazienti per eventi infartuali che hanno bisogno di un trattamento medico e invasivo, in particolare tramite una rapida riapertura della coronaria spesso ostruita da coaguli.
“Grazie anche alla presenza del mio Direttore Bovenzi – aggiunge Laura Tessandori, giovane cardiologa emodinamista del “San Luca” – nel pomeriggio sono potuta entrare in sala per fornire il mio contributo, aiutando la collega Cristina Gemignani in questo difficile lavoro. Sono contenta di essere stata anch’io protagonista di questa maratona assistenziale che mi ha donato grandi emozioni nel veder riaprire in pochi minuti tutte le coronarie occluse da trombi e tra una procedura e l’altra provvedere anche ai ricoveri, con un gioco di squadra straordinario che ha coinvolto infermieri e tecnici di radiologia, dotati di elevata umanità e professionalità come tutti quelli dell’ospedale di Lucca, che condividono giornalmente il nostro responsabile e affascinante lavoro di medici”.
“Sono felicissimo – conclude Bovenzi – di questi straordinari progressi assistenziali che tanti apprezzano, a cominciare dai pazienti che con fiducia si rivolgono alle nostre cure. In medicina il successo nelle emergenze non avviene per caso, ma è il risultato di lungimiranti scelte di tipo clinico, scientifico e organizzativo con percorsi integrati, rapidi di rete ospedale-territorio senza barriere e frutto delle più moderne raccomandazioni. Assorbire sei ricoveri in sei ore testimonia la nostra grande capacità inclusiva e di fluida organizzazione. Questo costante impegno al servizio dei cittadini rappresenta per medici, tecnici di radiologia, infermieri professionali, operatori sanitari e per l’Azienda tutta un motivo di orgoglio, perché ci consente di scrivere insieme luminose pagine della storia di tanti cuori, che diviene inevitabilmente anche la nostra più edificante storia umana, quella di un meraviglioso gruppo di professionisti della salute nell’ambito dell’Azienda USL Toscana nord ovest e dell’intera Regione”.
World’s Best Hospital il nostro “San Luca“ è entrato nella top 100
1 L’ospedale “San Luca” di Lucca fa ufficialmente ingresso nella “top 100” della World’s Best Hospital, la classifica dei migliori...
1 L’ospedale “San Luca” di Lucca fa ufficialmente ingresso nella “top 100” della World’s Best Hospital, la classifica dei migliori...
1 L’ospedale “San Luca” di Lucca fa ufficialmente ingresso nella “top 100” della World’s Best Hospital, la classifica dei migliori...
L’ospedale “San Luca” di Lucca fa ufficialmente ingresso nella “top 100” della World’s Best Hospital, la classifica dei migliori ospedali del mondo, con una sezione dedicata all’Italia stilata del settimanale statunitense Newsweek, in collaborazione con Statista inc. Risultati in miglioramento, dunque, rispetto a quelli degli anni precedenti (nel 2024 il “San Luca“ era in posizione 105), in una graduatoria che si basa su alcuni tre indicatori principali: oltre 80.0000 esperti medici (medici, dirigenti ospedalieri, operatori sanitari) che in 27 paesi partecipano a una rilevazione online, non potendo però “raccomandare” l’ospedale per cui lavorano; risultati delle indagini sull’esperienza dei pazienti con particolare attenzione alla soddisfazione generale per l’ospedale e alla soddisfazione per l’assistenza ricevuta; indicatori chiave di prestazione medica (KPI) sugli ospedali, ad esempio dati sulla qualità del trattamento sulle misure igieniche, sulla sicurezza dei pazienti e sul numero di pazienti per medico e per infermiere, raccolti da fonti pubbliche.
Oltre duemila gli ospedali presi in esame ogni anno in tutto il mondo, con una ricerca che mira a misurare la qualità dell’assistenza sanitaria secondo la metodologia illustrata sul proprio sito da Statista Inc, l’azienda provider di dati di mercato che ha curato la ricerca. I migliori ospedali mondiali sono stati dunque determinati in base al numero di raccomandazioni internazionali ricevute nel sondaggio nell’ultimo anno solare.
Lucca, 11 ottobre 2025 – Un passo avanti significativo alla Dermatologia del San Luca, diretta dal dottor Carlo Mazzatenta. In reparto è infatti stato attivato il servizio di Dye Laser, una tecnologia avanzata che consente di trattare in modo efficace e mininvasivo lesioni vascolari e altre alterazioni cutanee, come ad esempio le cicatrici ipertrofiche. Si tratta di uno strumento all’avanguardia, disponibile solo in poche strutture pubbliche. L’attivazione del nuovo servizio al San Luca rappresenta dunque una grande opportunità per i cittadini, che potranno beneficiare di cure avanzate all’interno del Servizio Sanitario Regionale Toscano.
Questo laser utilizza impulsi di luce ad una specifica lunghezza d’onda in grado di colpire selettivamente i vasi sanguigni o i tessuti interessati, senza danneggiare la pelle circostante. “Il Dye Laser - spiega il dottor Mazzatenta - consente di trattare vari tipi di lesioni, in particolare le malformazioni capillari del volto (le cosiddette voglie di vino), in modo efficace, lasciando la cute pressoché integra e senza esiti cicatriziali. Possiamo trattare anche le cicatrici ipertrofiche, ad esempio di donne che sono state sottoposte a un taglio cesareo o, più in generale, di persone che hanno subito un intervento chirurgico o un trauma“.
“Con questo nuovo strumento possiamo offrire ai nostri pazienti terapie fino a oggi disponibili quasi esclusivamente nel privato. È un passo importante per garantire equità di accesso e qualità delle cure sia per l’adulto che in età pediatrica quando la presenza di malformazioni vascolari può rappresentare un particolare problema relazionale”. La procedura è ambulatoriale, procura un modesto fastidio che può essere attenuato con creme anestetiche, non richiede degenza e può essere eseguita anche in età pediatrica in totale sicurezza.
Il trattamento con questo laser è una prestazione di secondo livello, che viene quindi eseguita solo previa visita dermatologica specialistica negli ambulatori del sistema sanitario regionale. Sarà dunque il medico dermatologo, in base alla valutazione clinica, a stabilire se il laser può rappresentare l’opzione terapeutica più indicata, assicurando così appropriatezza, sicurezza e qualità dell’intervento.L’introduzione del Dye Laser rientra nel percorso di innovazione e potenziamento dei servizi sanitari promosso dall’Azienda Usl Toscana nord ovest, con l’obiettivo di offrire ai cittadini terapie di precisione e tecnologie di ultima generazione all’interno del servizio pubblico.
“Per l’ambito lucchese e per l’intera Asl – evidenzia la Direzione dell’Azienda USL Toscana nord ovest - si tratta di una preziosa opportunità di potenziamento dei servizi. Grazie a questo investimento è infatti possibile consolidare il livello già molto avanzato della Dermatologia e migliorare ulteriormente la presa in carico dei pazienti. La presenza al San Luca di questo nuovo macchinario è il frutto di una visione strategica che mette al centro la qualità, la prossimità e l’innovazione. Più in generale la volontà dell’Azienda è quella di proseguire nell’iter di riqualificazione dei servizi e dei percorsi offerti, attraverso l’acquisizione di strumentazioni sempre più all’avanguardia, insieme alla costante valorizzazione dei professionisti impegnati nei singoli territori. Nello specifico con questa attivazione si consolida il ruolo del San Luca come struttura di riferimento per la Dermatologia generale e quella pediatrica”. La Dermatologia diretta da Mazzatenta conferma quindi la propria vocazione all’eccellenza.
LUCCA - Primo impianto all'Ospedale lucchese, uno dei pochi in Toscana e in Italia. Bovenzi: "Tecnologia innovativa che guarda al futuro e che sostituirà la tecnica degli impianti tradizionali".
Lucca come altri 4-5 centri in Toscana, come pochissimi in Italia. È stato impiantato all’Ospedale San Luca, nel laboratorio di cardio-stimolazione, il primo pacemaker bicamerale senza fili. Un’intervento innovativo, per una rivoluzione tecnologica nel campo dell’aritmologia, che guarda al futuro della materia. Un risultato prestigioso conferma la realtà lucchese come un punto di riferimento nell’ambito dell’impiantistica di dispositivi cardiaci.
“La Cardiologia di Lucca – evidenzia il direttore della struttura del “San Luca” Francesco Bovenzi – da oltre venti anni è all’avanguardia nell’innovazione, nella ricerca, nella formazione e applicazione di buone pratiche cliniche, non ultimo nella spasmodica umanizzazione dell’assistenza. In questi giorni ci è stato riferito dall’ospedale Santa Croce di Castelnuovo di Garfagnana di un paziente complesso con gravi disturbi del ritmo cardiaco, con labili difese immunitarie e per questo esposto al rischio di infezioni. Questo contesto clinico ha indotto a personalizzare la scelta del nostro intervento, ricorrendo per questo difficile caso a tecnologie innovative, come i moderni minuscoli pacemaker capaci di generare l’impulso direttamente a contatto con il muscolo cardiaco. Questi dispositivi sono efficaci nel generare impulsi elettrici ritmici senza ricorrere a collegamenti con fili: vengono impiantati direttamente attraverso la vena femorale nelle cavità cardiache, dunque senza bisogno di incidere la cute. Il moderno ed evoluto sistema di stimolazione scelto è composto di due diverse microcapsule capaci di dialogare una volta inserite nelle cavità cardiache, ripetitivamente posizionati a destra, uno in atrio (più piccolo) e uno in ventricolo (poco più grande), permettendo così una stimolazione efficace e rispettosa della fisiologia del cuore. La Cardiologia di Lucca negli ultimi venti anni è stata sempre sensibile al progresso tecnologico e l’impianto del primo pacemaker bicamerale senza fili ne è una conferma di cui non posso che esserne orgoglioso perché frutto di un grande lavoro di squadra.”
“Dall’impianto di pacemaker tradizionale – ricorda Davide Giorgi, responsabile del laboratorio di elettrostimolazione che ha eseguito l’innovativo intervento – a quello senza fili (Leadless) il passo nella nostra realtà lucchese è stato breve. Una grande speranza del progresso della medicina che è divenuta realtà per molti pazienti che hanno fiducia e si rivolgono alle nostre cure. Questo dispositivo cambia del tutto il paradigma della stimolazione elettrica del muscolo cardiaco, indispensabile per la vita in molte delle aritmie, e che fonda il suo utilizzo sul posizionamento di fili elettrici posizionati nelle cavità del cuore poi collegati ad uno stimolatore esterno al cuore stesso. Questa mattina grazie anche al lavoro comune pianificato da mesi con i miei colleghi Francesco Busoni e Niccolò Mancini, con infermieri davvero encomiabili, bravissimi, e tecnici di radiologia meravigliosi per impegno, ho avuto il piacere di impiantare un dispositivo molto più piccolo di un pacemaker tradizionale capace di stimolare elettricamente un cuore destinato ad arresto per mancanza dei battiti. Questa scelta è per noi oggi opportuna e limita solo nei pazienti molto giovani, sotto i 45 anni, che necessitano di sola stimolazione cardiaca e che dovranno quindi convivere per molti anni con il dispositivo, ma soprattutto noi la utilizziamo in tutte le complessità cliniche come nei casi di insufficienza renale cronica in dialisi, nei diabetici con avanzate complicanze e in quelli fragili che dovranno sottoporsi a terapie oncologiche e che quindi hanno scarse difese immunitarie. I costi sono ancora elevati e anche per questo la nostra selezione dei casi è attenta, responsabile e necessaria. Tanti, ma molto opportuni, sono i filtri di verifica dell’indicazione per questi tipi d’impianto. La realizzazione della complessa procedura è stata possibile perché avevamo già acquisito la necessaria certificazione specifica a garanzia della sicurezza, offrendo così la mostra massima competenza dopo tanti corsi teorici di formazione e dedicati su simulatori oltre a un un necessario affiancamento con esperti durante gli impianti”.
“Sono davvero contento – conclude Bovenzi – di questo ennesimo traguardo raggiunto dalla Cardiologia di Lucca, perché frutto del lavoro di squadra di appassionati cardiologi dell’intera squadra di dirigenti in servizio a Lucca, con infermieri, tecnici di radiologia e ausiliari che vivono il presente dell’assistenza concretamente avendo a cuore solo la centralità del paziente nei diversi percorsi di cura. Ancora una volta offriamo ai cittadini lucchesi una tecnologia innovativa che guarda al futuro e che certamente sostituirà nei prossimi anni la tecnica degli impianti tradizionali, non solo per la riduzione dei rischi di infezione degli elettrocateteri e della tasca in cui alloggiare il tradizionale dispositivo, ma per i ridotti tempi di ospedalizzazione, maggior impatto estetico per assenza di cicatrici visibili sul torace, minori decubiti e più agevole libertà di movimento per i pazienti. Le indicazioni per questa rivoluzionaria tecnologia si amplieranno nel tempo come in alcuni casi selezionati di scompenso cardiaco e probabilmente anche nel campo della futura defibrillazione già attualmente evoluta con l’utilizzo dei dispositivi sottocutanei”.
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