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  • 22/12/2025 23:51

Psichiatria Lucca : ennesima aggressione contro una operatrice sanitaria

Visto che se ne parla ormai da mesi, e considerate le continue aggressioni che si verificano a Lucca nel reparto di Psichiatria dell'ospedale San Luca, è necessario aggiungere un nuovo episodio a una situazione ormai fuori controllo. Nella giornata di oggi, 22 dicembre, un'operatrice donna del reparto di Psichiatria è stata costretta a recarsi al pronto soccorso a seguito dell'ennesima aggressione subita. L'aggressione sarebbe stata compiuta dal solito soggetto, già noto, non italiano, ricoverato da mesi e in attesa di essere trasferito nella sua "casa madre". Si tratta di una persona pluridenunciata per episodi simili, che continua ad aggredire il personale sanitario, provocando traumi tali da costringere gli operatori a lunghi periodi di assenza dal lavoro. Nonostante la gravità e la ripetitività dei fatti, non si riscontrano interventi risolutivi da parte della legge. Lo stesso individuo rimane libero all'interno del reparto, mantenendo un comportamento aggressivo e mettendo costantemente a rischio la sicurezza di chi lavora per assistere e curare. Non ci sono più parole. Rivolgiamo un appello ai giornalisti che hanno la possibilità di approfondire: informatevi, verificate se questa notizia è vera. Non è necessario pubblicarla immediatamente, ma accertatevi dei fatti attraverso il pronto soccorso, il reparto, le forze dell'ordine. Fate vero giornalismo d'indagine. Noi cittadini anonimi e silenziosi vi offriamo uno spunto, con la speranza che il prossimo infortunato non finisca all'obitorio. dal web - 22/12/2025 -

I commenti

Il National Institute of Occupational Safety and Health definisce la violenza sul posto di lavoro come “ogni aggressione fisica, comportamento minaccioso o abuso verbale che si verifica sul posto di lavoro” (NHS, 2009). Nel contesto lavorativo gli atti di violenza, nella maggior parte dei casi, sono rappresentati da eventi con esito non severo, ossia aggressione o tentativo di aggressione, fisica o verbale, quale quella realizzata con uso di un linguaggio offensivo.
La Joint Commission riporta, dal 2007 al giugno 2013, un numero complessivo di 257 eventi sentinella legati ad aggressione, violenza e omicidio (The Joint Commission, 2013). Nelle strutture ospedaliere italiane gli infortuni denunciati all’INAIL per qualifica professionale e modalità di accadimento nell’anno 2005 ammontano a 429, di cui 234 su infermieri e 7 su medici (INAIL, 2007). Nel 2010 gli infortuni denunciati all’INAIL nei servizi ospedalieri (totali non suddivisi per forma di accadimento) sono stati 15.417, in calo del 2,5% rispetto al 2009: quelli in itinere sono stati 2.873, il 18,6% del totale. Gli operatori che hanno fatto registrare il maggior numero di denunce di infortunio sono stati gli infermieri (46%), i portantini (22%) il medico (poco meno del 6%) (INAIL, 2013).
Gli episodi di violenza contro operatori sanitari sono considerati eventi sentinella, ovvero eventi avversi di particolare gravità, potenzialmente evitabili, che possono determinare morte o grave danno al paziente e all’operatore (Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali, 2009).
L’accadimento di questi eventi evidenzia potenziali carenze organizzative e può essere indicativo di insufficiente consapevolezza, da parte dell’organizzazione, del possibile pericolo di violenza all’interno delle strutture sanitarie. In particolare l’evento può dipendere da scarsa vigilanza, da sottovalutazione dei pazienti a rischio di compiere aggressioni fisiche e da difficoltà relazionali tra operatori e utenza. Il riconoscimento tempestivo dell’evento è importante per definire e attuare interventi di carattere organizzativo e logistico, per la revisione dei protocolli in uso, per programmare la formazione del personale.
In generale, gli eventi di violenza si manifestano più frequentemente nelle aree di emergenza e urgenza e nelle strutture psichiatriche ospedaliere e territoriali. La conferma viene dal “Protocollo di Monitoraggio degli eventi sentinella 4° Rapporto (Settembre 2005-Dicembre 2011)” in cui la psichiatria viene descritta come area ad alto rischio di atti di violenza a danno di operatore e come quarta causa di evento avverso sul territorio nazionale (130 casi pari al 9.02%) .
Queste sono alcune delle ragioni per cui il tema della violenza sul posto di lavoro e l’aggressione nei settori della sanità e nei servizi sociali hanno assunto una posizione centrale in alcuni programmi di politica governativa.
Nel Regno Unito, la manifestazione più evidente di questa tendenza è stata il perseguimento attivo di una politica di “tolleranza zero” della violenza nei confronti del personale sanitario (NHS, 2009). Inoltre, nonostante la violenza al personale sia descritta come un problema unico per i servizi di assistenza sanitaria, l’aumento dei livelli di violenza è parte di un fenomeno sociale più ampio (Staub, 1996).
La National Health Service Foundation Trust (NHS, 2009) considera gli operatori sanitari uno dei gruppi più a rischio di aggressione nel Regno Unito; le statistiche del crimine indicano che circa il 5% di tutti gli infermieri nel Regno Unito sono aggrediti ogni anno (Budd, 1999).
Analoghi dati sono registrati anche in Irlanda, nei paesi Scandinavi e in Australia (Zernike & Sharpe, 1998). Una revisione della letteratura della American Psychiatric Nurses Association (A.P.N.A) evidenzia che il 75% del personale infermieristico in unità psichiatriche (S.P.D.C.) è stato aggredito almeno una volta durante la carriera (A.P.N.A., 2008). Il 62% del personale clinico psichiatrico e il 28% del personale non clinico riferiscono di avere subito aggressione da parte dei pazienti almeno una volta nel corso della carriera. Il 94% degli infermieri psichiatrici canadesi ha riferito di essere stato aggredito almeno una volta nella carriera mentre il 54% ha riferito di essere stato aggredito più di 10 volte. Una ricerca irlandese (HSE, 2008) ha sottolineato come, nell’ambito della salute mentale che nell’ambito della gli infermieri siano particolarmente a rischio di aggressione fisica.
Altri studi hanno focalizzato l’attenzione sugli episodi di violenza in relazione al genere e al numero di operatori.
Lo studio di Daffern (2006), dimostra che l’impatto di genere del personale ospedaliero verso l’aggressione rimane un tema poco descritto in letteratura e che non ci sono dati significativi nella relazione tra genere e aggressione in una degenza psichiatrica.
Lo studio di Staggs (2013), invece, evidenza che il numero del personale è direttamente proporzionale ai tassi d'aggressione e che, in presenza di un numero elevato di personale, tale rapporto è invertito e ancora, che il numero di infermieri esperti diminuisce tale associazione.
Uno studio italiano di Salerno e Dimitri (2009) che ha valutato la frequenza e il tipo di comportamento aggressivo manifestato dai pazienti e provato a identificare le caratteristiche dei pazienti più inclini a mostrare un comportamento aggressivo verso personale sanitario, ha dimostrato che il reparto psichiatrico presenta un rischio professionale elevato per gli operatori sanitari, soprattutto infermieri. Il comportamento aggressivo è particolarmente elevato durante il giorno e tra i pazienti psicotici ricoverati senza il loro consenso.
La segnalazione degli episodi di aggressione è molto bassa: secondo i dati dell’A.P.N.A. il 43% delle violenze fisiche e il 61% di violenza non fisica non vengono denunciate. Il 32% dei dipendenti aggrediti e l'8% di chi subisce violenza non fisica considerano la violenza come parte del lavoro.

L’indagine
Per dimensionare e comprendere meglio il fenomeno delle aggressioni verso gli infermieri in ambito psichiatrico è stata condotta un’indagine che ha coinvolto tutti gli infermieri che lavorano presso i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura del territorio piemontese: complessivamente 24 unità operative.
I dati sugli eventi aggressivi nei confronti del personale sono stati recuperati presso le unità di gestione del rischio clinico mentre per esplorare le conoscenze e il vissuto degli infermieri nei confronti degli agiti aggressivi è stato costruito uno specifico questionario. Le aree considerate, prendendo come riferimento la ricerca condotta dal NHS nel 2010, sono state: la cultura pro-security, la consapevolezza dello staff sulla politica della sicurezza e iniziative, l’esperienza personale sulla violenza, le cause potenziali e fattori aggravanti, la risposta alla violenza e il miglioramento della sicurezza. Complessivamente le domande somministrate sono state 14.
Delle 24 unità operative coinvolte nell’indagine, solo 15 hanno risposto al questionario. Solo 3 unità di gestione del rischio clinico su 8 hanno ricevuto segnalazioni di eventi avversi o eventi sentinella da parte del personale degli SPDC. Tra le segnalazioni effettuate 15 sono state fisiche e 2 verbali.
Complessivamente i questionari somministrati sono stati 186, quelli compilati e restituiti 156. I rispondenti sono stati donne in una percentuale pari al 68,6% e uomini nella percentuale del 31,4%. L’età media è di 43 anni e la media degli anni di lavoro presso gli SPDC pari a 8. Il 92% degli operatori lavora su 3 turni, solo il 3%, lavora invece su un solo turno.
I risultati relativi alle aree indagate dal questionario sono stati i seguenti:

Cultura “pro-security”: gli intervistati hanno riferito di sentirsi mediamente al sicuro sul posto di lavoro (47%) ma che, in presenza di pazienti violenti, si sentono mediamente meno sicuri. La maggior parte degli operatori considera di avere una discreta capacità di gestire le aggressioni verbali mentre questa capacità è scarsa per quelle verbali.

Consapevolezza dello staff sulle politiche della sicurezza e iniziative: la maggioranza degli intervistati (73%) dichiara di non conoscere iniziative rispetto alla gestione degli agiti aggressivi, mentre il 98% dichiara di non essere a conoscenza di iniziative aziendali a supporto del personale aggredito.

Esperienza del personale verso la violenza: per quanto riguarda le aggressioni fisiche e verbali subite nei 6 mesi precedenti la somministrazione del questionario, il 47% ha subito aggressioni verbali, il 56% aggressioni fisiche. Negli anni di lavoro il 19% non è mai stato aggredito fisicamente e il 4% non è mai stato aggredito verbalmente. Le sensazioni provate durante le aggressioni subite sono state diverse (Tabella 1).

Cause potenziali e fattori aggravanti della violenza: il 78% individua i disturbi correlati a sostanze, il 47%, invece, i disturbi di personalità Le ore diurne sono considerate il momento nel quale si verificano più aggressioni dal 84% rispetto alle ore notturne. Mentre non vi è una netta distinzione per il rischio di aggressione se il paziente si trova in regime di trattamento sanitario obbligatorio; solo il 54% riferisce che il rischio aumenta. Il fattore più rilevante rispetto a potenziali cause ambientali è stato percepito dagli intervistati come il rapporto spazio persone, cioè un possibile rischio di sovraffollamento nel luogo di degenza.

Risposta alla violenza: la segnalazione dell'incidente da parte del personale è considerata un importante strumento sia per i casi di aggressione fisica che per quelli di aggressione verbale.

Migliorare la sicurezza: l’informazione sulle modalità di difesa da un’aggressione e l’organizzazione sono da tutti ritenute fondamentali per una corretta gestione degli episodi di violenza. Paura, stress, frustrazione e sicurezza sono state le parole più spesso utilizzate per descrivere le sensazioni vissute durante gli episodi di violenza.

 





Stress psicologico, una forte esperienza emotiva





Conclusioni
Molte manifestazioni di aggressività e di violenza legate al lavoro sono dipendenti dalla malattia o dalla disabilità e sono da considerarsi non intenzionali da parte dell’aggressore. Anche se non intenzionali hanno comunque effetti negativi sul personale che le subisce.
Le aggressioni fisiche non hanno conseguenze solamente sul corpo delle vittime, ma lasciano sequele psicologiche che possono diminuire anche in termini di sicurezza, le performance lavorative degli operatori. Paure e preoccupazioni portano altresì il lavoratore ad assumere un atteggiamento più chiuso e più distaccato nei confronti degli assistiti che compromette il ruolo terapeutico della relazione.
I pazienti con comportamenti aggressivi devono essere considerati come un evitabile rischio professionale (Ministero del lavoro, 2008) e come tale dovrebbe essere riconosciuto e compensato.
Pertanto, la valutazione del rischio di violenza è una competenza indispensabile per tutti gli infermieri psichiatrici ai quali è richiesta maggiore formazione sulla gestione della violenza e la valutazione del rischio. Inoltre dovrebbero essere forniti programmi e misure di sostegno con particolare attenzione alla situazione di maggiore rischio, vale a dire, pazienti psicotici, pazienti con abuso di sostanze e pazienti non collaboranti.
 

Punkreas - 25/12/2025 19:35

Pubblicato il: 18/06/2019

Attualità Toscana
E’ successo domenica notte, nell’Unità operativa di Psichiatria dell’Ospedale di Livorno, un paziente in preda ad un raptus ha staccato un dito ad un’infermiera.

Ancora una volta l’ennesimo episodio di violenza a discapito degli operatori sanitari.

Nessuna unità operativa sembra uscirne indenne dalla probabilità che si verifichino episodi di violenza ma, statisticamente sono due i reparti ospedalieri a maggior rischio: il pronto soccorso e la psichiatria per antonomasia, visto la natura del paziente.

Un problema quello delle aggressioni in psichiatria, clinicamente rilevante e che mette in pericolo il paziente stesso, l’operatore sanitario e l’utenza afferente.



La donna è stata immediatamente trasferita all'ospedale fiorentino di Careggi, dove il dito le è stato riattaccato.

Nei confronti dell'aggressore, un marittimo sudamericano, è scattata la denuncia.



da La Nazione

Basaglia Presente! - 25/12/2025 19:22

Vero sono carezze piacevoli

Dina - 25/12/2025 19:19

anche scrivere che è un "probabile incidente", è l'equivalente di nascondersi dietro un dito.
Quelli non sono neanche lontanamente parenti di veri 'incidenti'.
In Italia il termine 'incidente' viene usato a sproposito, come quello che va a sbattere ed ammazza qualcuno usando il cellulare.
Chiamatelo INCIDENTE!!!!!!!
Ri-Buon natale.

... - 25/12/2025 16:01

Ha perfettamente ragione.
Non è profezia ma probabile incidente a volte non sempre, mortale.
Comunque lo scritto è da comletare con il fatto che il numero di morti e feriti, non glielo diranno mai, ma per chi è al potere è un numero 'accettabile' in termini "statistici" (come ragionano loro, naturalmente in maniera inconfessabile, a parte qualcuno che si attenta a dire 'sono casi rari'.
Gliri sponderei di convincere le vittime ed in particolare i cadaveri che stiano tranquilli...sono 'casi rari'!
Buon natale.

... - 25/12/2025 15:55

Basta guardare ogni giorno i mas media, non occorre essere profeti basterebbe imparare dagli sbagli.

Mancano personale risorse e leggi non applicate non è questione di profezie ma di probabilità di incidenti, come andar in una auto senza freni e sperare di non fare incidenti...

Non è profezia ma probabile incidente a volte non sempre, mortale

Profeta - 25/12/2025 11:21

Se Lei è già in grado di descrivere un incidente che avverrà tra un anno, nel dicembre 2026, allora a giro per il mondo. oltre ai matti c'è anche un profeta!!

anonimo - 25/12/2025 02:27

ecco come funziona la legge in italia, perciolosi, lasicati liberi di uccidere

Gianluca Paul Seung era pericoloso e libero: aggressioni, persecuzioni e precedenti


La storia psichiatrica e penale di Gianluca Paul Seung, arrestato per aver ucciso la psichiatra Barbara Capovani. I raid negli ospedali, il divieto di avvicinarsi agli psichiatri che odiava. Fino all’incontro con la sua vittima
Gianluca Paul Seung era pericoloso e libero: aggressioni, persecuzioni e precedenti



Dopo l’aggressione del 2 febbraio 2022 a una guardia giurata al Tribunale di Lucca — dove era stato convocato per un processo per interruzione di pubblico servizio — i giudici avevano stabilito per Gianluca Paul Seung — accusato di aver ucciso a sprangate la dottoressa Barbara Capovani al Santa Chiara di Pisa — l’affidamento a un centro di salute mentale della Versilia e il divieto di uscire dalla provincia di Lucca. Ritenuto infermo di mente, non era dunque in carcere o ai domiciliari.

Proprio questa vicenda è legata al caso di omicidio. La psicologa Capovani lo «tratta» per un ricovero dal 27 novembre al 4 dicembre del 2019 dopo un arresto: è ai domiciliari, ma ha ottenuto un permesso per partecipare di persona all’udienza di un processo che lo riguarda a Lucca per interruzione di pubblico servizio, ma — quattro anni fa — non si presenta e va a fare una denuncia negli uffici della polizia a Pisa. Proprio la dottoressa Capovani, il 4 dicembre 2019, scriveva che dalle «numerose visite» durante il ricovero «sono emersi numerosi sintomi appartenenti allo spettro» di quei disturbi. Sintomi, spiega il referto, «che non riteniamo responsivi al trattamento farmacologico perché strutturati nell’assetto di personalità», mentre invece «non sono emersi disturbi della forma del pensiero, non fenomeni dispercettivi, non oscillazioni dell’umore, non elevazione della quota ansiosa».

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Chi è Gianluca Paul Seung, lo «sciamano» che ha aggredito e ucciso la psichiatra Capovani

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Per la dottoressa Capovani «il paziente appare totalmente consapevole delle proprie azioni e del loro disvalore sociale». La psichiatra riportava nello stesso atto che «il sig. Seung riferisce uso quotidiano di Thc e nega l’utilizzo di altre sostanze (gli esami tossicologici effettuati in data 27 novembre confermano la presenza di solo Thc nelle urine)».

La sua è una storia lunga. Nel 2008, a Viareggio, viene sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio (Tso) perché — a detta dei medici — ha interrotto i farmaci. La diagnosi dell’epoca recita: Seung è affetto da «psicosi schizofrenica da trattare con antipsicotici e anticolinergici, periodici controlli specialistici e terapia farmacologica domiciliare». Nel 2012, sempre nella città del Carnevale, è tra i partecipanti di una festa, dove ferisce al volto con una penna lo psichiatra Mirko Martinucci. Nel 2015 Seung va al Versilia nel reparto diretto da Mario Di Fiorino: vuole entrare perché lui — presidente di un’associazione — intende verificare le condizioni di un paziente. Un infermiere lo blocca. Nel 2015 viene accusato di aver molestato una ragazzina di 13 anni a Torre del Lago, dove vive: finisce a Sollicciano e poi ai domiciliari, dove risulta essere evaso più volte. Nel 2016 la Questura di Lucca lo ammonisce per i suoi comportamenti che «pongono obiettivamente la necessità di tutelare con tempestività l’incolumità dei medici» del reparto di psichiatria dell’ospedale Versilia.

Agli atti i numerosi esposti contro i medici del «Versilia».

Nel 2018 il Tribunale di Lucca emette un decreto di divieto di avvicinamento a 13 psichiatri dell’ospedale Versilia per «un fondato timore» dell’ «incolumità fisica» degli psichiatri. Nel 2019 incontra la Capovani dopo che è andato a fare una denuncia a Pisa: doveva essere ai domiciliari e la polizia chiama i medici per un Tso. L’ennesimo.
Seung prosciolto di nuovo “E’ incapace: 2 anni di Rems“
Nuovo proscioglimento ieri mattina a Lucca per Gianluca Paul Seung. Il 37enne di Torre del Lago, condannato all’ergastolo per l’omicidio...
Gianluca Paul Seung, 37 anni, all’ergastolo per l’omicidio Capovani, ieri è stato prosciolto da accuse di stalking al personale sanitario

Gianluca Paul Seung, 37 anni, all’ergastolo per l’omicidio Capovani, ieri è stato prosciolto da accuse di stalking al personale sanitario
Per approfondire:



Nuovo proscioglimento ieri mattina a Lucca per Gianluca Paul Seung. Il 37enne di Torre del Lago, condannato all’ergastolo per l’omicidio della dottoressa Barbara Capovani, era sotto processo per stalking verso i medici del Versilia. Il pm aveva chiesto un anno e 9 mesi, ma la giudice Jessica Ferrigno lo ha prosciolto (90 giorni per le motivazioni) e ha disposto, vista la sua pericolosità sociale, la Rems per due anni.

Era stato lo stesso dottor Guido Jacopo Massei, che lavora in Versilia ed è psichiatra dal 2010, a raccontare gli eventi. "Faceva esposti di continuo e blitz nel nostro reparto interferendo con la nostra attività", aveva spiegato il medico in tribunale. Il dottore aveva testimoniato anche al processo per il delitto Capovani. "Fu ricoverato da voi?", aveva chiesto il pm. "Sì, nel 2008. Interruppe il ricovero. E dal 2011 cominciò a inviare comunicazioni di risentimento ai vertici Asl e al dottor Mirko Martinucci che l’aveva seguito e che nel 2012 fu aggredito proprio da Seung che gli procurò una ferita al volto e una frattura nasale". "Ma si è mai confrontato con la Capovani?", aveva proseguito il pm. "Sì, mi chiamò quando Seung fu ricoverato a Pisa. Era il 2019. La collega disse che era un antisociale e narcisistico, consapevole del suo percorso giudiziario. E’ determinato, organizzato. Pericoloso e di difficile gestione. Vendicativo".

Seung in questo procedimento era accusato di aver inviato email anche all’ex primario del reparto di psichiatria dell’ospedale Versilia, Mario Di Fiorino, oggi in pensione, e di aver fatto irruzioni nel reparto tra il 2014 e il 2018. Ieri il nuovo proscioglimento, che rischia di influire sull’appello pendente sul caso dell’uccisione della psichiatra pisana. Il suo legale, l’avvocato Andrea Pieri, aveva prodotto la perizia del professor Maurizio Balestrino, che aveva concluso per la seminfermità dello “sciamano“.

remo - 24/12/2025 22:52

i farmaci sono anche assunti ma spesso non funzionano anche in via intramuscolare c'e' gente che non gli fanno piu' nulla sono asssuefatti e compiono lo stesso reati ed uccidono basta vedere le cronache e fanno farmaci a lunga durata a deposito quindi sono in corpo sicuri ( farmaci depot ) ma in italia se sei fuori di testa e compi aggressioni non vai in carcere, e ti proteggono con psicologhi, mediatori culturali etcetc

Con i manicomi erano pericolosi ugualmente facendo farmaci ma almeno erano chiusi fra 4 mura e non potevano fare del male e c'erano anche stanze a cella dove gli agitati stavano li e non aggredivano operatori..ora c'e' pure carenza di infermieri non esiste piu' INFERMIERE PSICHIATRICO andato ad esaurimento ci sono psichiatrie con solo infermiere, donne piu' facili da attaccare o magari un solo infemriere a turno che non puo' certo far loro del male altrimenti passa dei guai e per fermarlo spesso ci rimette le ossa.

questa e' la realta' e sara' sempre peggio in piu' la nuova legge 2024 prevede arresto di determinati personaggi ma non viene rispettata e stanno mesi in un reparto psichiatrico insieme a depressi e chi non e' aggressivo oltretutto !!

SPERO non dobbiate mai ricoverarvi in un reparto simile per depressione o altro per pericolo di essere a contato con questi personaggi..

leggete le cronaghe su gooogle : basta scrivere -aggressioni, psichiatria, spdc - e ne vedrete delle belle in tutta italia

operaio - 24/12/2025 22:31

Mi sono scordato...la Legge Basaglia,
tanti matti l'ha mandati anco per strada...
Il Tirreno 24 dicembre 2026 - Lucca, scontro fra cinque macchine: due finiscono in un fosso. Un conducente intrappolato (...)

... - 24/12/2025 16:31

Non basta prescrivere i farmaci (cosa peraltro non banale). I farmaci vanno anche assunti.
Ed un paziente psichiatrico spesso non li assume.
Come già scritto la Legge Basaglia ha lasciato un vuoto a carico delle famiglie (quando ci sono)

Boh - 24/12/2025 11:26

Arresto in flagranza...in reparto di Psichiatria!!!!!!!
Mi raccomando i paraocchi, portateli sempre!
https://ntplusdiritto.ilsole24ore.com - Divieto di arresto in flagranza solo se la malattia mentale è manifesta - Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 3760 depositata oggi, affermando che la patologia emersa successivamente non ha effetti sulla convalida dell’arresto da parte del Gip (...)

.... - 24/12/2025 11:22

oggi volendo i sistemi per evitare le aggressioni da parte dei malati mentali ci sarebbero, ci sono medicinali che calmano le pulsioni aggressive, basterebbe prescriverli adeguatamente, probabile che in questo ospedale si pensi di curare con acqua

teobroma - 24/12/2025 09:34

il problema non e' la legge basaglia e basta..e' la legge in se stessa che non viene applicata : chi aggredisce deve andare in carcere non in ospedale e da un anno c'e pure l'aggravante che non viene riconosciuta mai e non applicata per chi aggredisce operatori : cioe' arresto pure in differita e denuncia che parte in automatico,.

nota :

La legge contro le aggressioni agli infermieri e al personale sanitario in Italia è stata
rafforzata dal Decreto-Legge 137/2024 (convertito nella L. 171/2024), che ha introdotto pene più severe, l'arresto in flagranza (anche differita) e l'inasprimento delle circostanze aggravanti per reati come lesioni e percosse, rendendoli procedibili d'ufficio anche per lesioni lievi, oltre a prevedere multe per danneggiamento. Questo decreto si affianca e modifica la precedente Legge 113/2020, che già stabiliva protocolli di sicurezza per le strutture e inasprì le pene, ma ora con misure più urgenti e concrete contro il crescente fenomeno delle aggressioni
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problema REMS
le REMS strutture per chi fa reati gravi se ci fossero risolverebbero il problema dei sovraffollamenti di autori di reati e violenti nei reparti SPDC ma nessun governo in ITALIA ne ha costruiti a sufficienza :

In Italia mancano molte REMS (Residenze per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza), con circa 30-32 strutture attive ma una capacità complessiva di circa 600-700 posti letto, insufficienti per le centinaia di persone in lista d'attesa (circa 700-800), con gravi carenze soprattutto per le donne e in alcune regioni che ne sono del tutto sprovviste, nonostante il fabbisogno sia stimato almeno al doppio.

non possiamo sempre dare colpa alla legge basaglia etc ma ai governi incapaci di trasformare e applicare le misure alternative ai manicomi
perche' la legge basaglia magari anche imperfetta era comprensiva di creare strutture come quelle descritte ed applicare la legge in maniera decisiva per autori di reati...

invece in Italia non si applicano le leggi vigenti, si mettono a rischio pazienti ricoverati e operatori perche' nei reparti ci sono avanzi di galera e criminali ; hanno chiuso gli OPG prima di costruire le REMS.....

Non e' mal voluto ma male che si ribalta contro gli operatori sanitari ed i pazienti non criminali, che non HANNO VOLUTO questo problema, ma e' solo male creato da chi vuole risparmiare sulla pelle del popolo..e questo dai politici di destra sinistra centro visto che il problema e' da decenni esistente
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nota : Numero attuale: Circa 30-32 strutture REMS operative, ma molte sono ancora provvisorie.
Capienza: Poco più di 600 posti letto, insufficienti rispetto alle circa 750-800 persone in lista d'attesa.
Fabbisogno: Si stima la necessità di almeno il doppio dei posti, e di una REMS per ogni regione.
Regioni carenti: Alcune regioni (come Umbria, Molise, Valle d'Aosta) ne sono sprovviste, causando spostamenti e problemi.
Carenza di personale: La gestione sanitaria è in crisi per mancanza di personale, compromettendo la funzione riabilitativa.

In sintesi: Le REMS sono una risorsa cruciale ma insufficiente, con una grave carenza di posti letto e una situazione di emergenza che rende difficile l'applicazione delle misure di sicurezza per autori di reato con disturbi mentali, creando liste d'attesa enormi e il rischio che persone fragili rimangano in carcere o in strutture inadeguate

Mal Non Voluto dal cittadino - 24/12/2025 09:18

Il Mal voluto è una bellissima Legge dello Stato italiano, chiamata Legge Basaglia, ha giustamente CHIUSO i manicomi o come vi pare chiamarli. La bellissima Legge Basaglia ha sostituito i manicomi con il NULLA, o meglio per esser precisi, i manicomi sono stati sostituiti semplificando, che poi tera-tera è la realtà, con 'famiglia' (con annessi cadaveri anche a Lucca), 'carceri' (con annessi cadaveri), reparti di psichiatria (che a Lucca in ospedale 'ACUTI') (con annessi feriti e speriamo no cadaveri), e poche altre sparute strutture private o convenzionate.
Confermo.
MAL VOLUTO! (a tavolino)

... - 23/12/2025 19:14

IL MALE non e' voluto da nessuno ci sono donne infortunate speriamo che non succeda a chi scrive cavolate di essere aggredito

DENYS - 23/12/2025 17:43

Mal voluto non fu mai troppo.
Buon natale.

... - 23/12/2025 13:31

altro caso

https://nursetimes.org/lucca-ragazza-morde-al-braccio-una-oss-in-psichiatria-arrestata

francesco lm - 23/12/2025 11:56

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