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  • 28/01/2026 18:05

La truffa del prestito urgente che passa dal telefono e da WhatsApp

Le truffe telefoniche esistono da anni, ma oggi hanno assunto una forma molto più sottile e convincente. Non arrivano più solo da numeri sconosciuti o da voci impersonali: spesso partono da un nome familiare, da una foto profilo riconoscibile, da un messaggio che sembra scritto proprio da qualcuno che conosciamo bene. Il punto di partenza è quasi sempre lo stesso: un account WhatsApp viene violato. Basta un link aperto con leggerezza o un codice di verifica comunicato senza pensarci troppo e il controllo passa di mano. Da lì in poi il truffatore entra nella rubrica, osserva i contatti e inizia a muoversi con calma, scegliendo il momento giusto. Il messaggio che arriva è semplice, diretto, umano. Una richiesta di aiuto, un prestito urgente, una difficoltà improvvisa. Non cifre enormi, ma somme plausibili, quelle che si potrebbero anticipare a un amico senza troppe domande. Spesso il tutto è accompagnato da frasi rassicuranti: “te li restituisco subito”, “è solo un problema momentaneo”, “non riesco a usare il conto”. In alcuni casi, dopo il messaggio arriva anche una telefonata. Breve, frettolosa, magari con una voce disturbata. Quanto basta per rafforzare l’urgenza e togliere tempo al dubbio. È proprio la fretta il vero alleato della truffa. È quello che è accaduto recentemente anche nella cronaca: il profilo WhatsApp di una persona conosciuta in città è stato hackerato e, nel giro di poche ore, decine di amici e conoscenti hanno ricevuto la stessa richiesta di denaro. Tutto sembrava autentico: numero, nome, foto, modo di scrivere. Qualcuno, convinto di aiutare, ha inviato il denaro. Solo dopo si è scoperto che dietro quei messaggi non c’era la persona reale, ma un truffatore sparito nel nulla. Questo episodio racconta bene quanto siano cambiate le truffe: non puntano più sull’inganno grossolano, ma sulla fiducia. Non cercano di spaventare, ma di coinvolgere emotivamente. E funzionano proprio perché sembrano normali. La difesa più efficace resta la più semplice: fermarsi un attimo. Verificare con una chiamata diretta, usare un altro canale, fare una domanda che solo quella persona potrebbe capire. Nessuna richiesta urgente di denaro dovrebbe essere soddisfatta senza una conferma reale, anche quando sembra arrivare da chi conosciamo. Perché oggi la truffa non si presenta come una minaccia. Si presenta come una richiesta di aiuto. Ed è proprio lì che bisogna stare più attenti.

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