Mimmo D’Alessandro, Signor Sindaco, Lucca non vuole padroni
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A pochi giorni dall'omicidio transfobico di M. e dal femminicidio di Kety, l'apertura di un Centro di Aiuto alla Vita, alias sede No-Choice, a Lucca rappresenta un segnale politico grave e preoccupante.
Dietro la retorica della "difesa della vita" si cela un progetto che da anni mira a limitare il diritto all'autodeterminazione delle donne e a ostacolare la piena applicazione della Legge 194. Il Movimento per la Vita, che ha ricevuto pubblicamente gli auguri e il sostegno del vescovo di Lucca, Mons. Paolo Giulietti, promuove infatti iniziative volte a restringere l'accesso all'interruzione volontaria di gravidanza e a mettere in discussione la libertà di scelta delle persone.
Le prese di posizione pubbliche di Giulietti contrarie ai diritti LGBTQI+ e all'autodeterminazione sono frequenti, basti pensare al patrocinio del convegno omofobo contro il DDL Zan, e confermano una visione che continua a intrecciare l'ingerenza religiosa con il dibattito politico e legislativo.
I movimenti No Choice si appropriano del linguaggio della "vita" e della dignità delle persone per legittimare politiche che limitano libertà fondamentali.
Di fronte a questo ulteriore attacco ai diritti delle donne e delle persone LGBTQI+, continueremo a organizzarci nei territori e nelle piazze per rivendicare: il pieno diritto di ogni persona a decidere del proprio corpo e della propria vita, senza interferenze religiose o patriarcali; una riforma della Legge 194/78 che ne rafforzi l'effettiva applicazione, vietando la presenza di associazioni antiabortiste nei consultori e nei luoghi di cura, superando l'obiezione di coscienza come ostacolo all'accesso all'IVG ed eliminando l'obbligo della settimana di riflessione; il potenziamento della rete dei consultori pubblici, affinché sia garantito almeno un consultorio ogni 20.000 abitanti, assicurando a tutte le persone il diritto alla salute sessuale e riproduttiva e un sostegno pubblico pieno ai percorsi di affermazione di genere, sia sul piano sanitario sia su quello legale; il rispetto del principio costituzionale della laicità dello Stato e la fine di ogni ingerenza della Chiesa nella legislazione italiana; l'eliminazione di ogni forma di intervento religioso all'interno del sistema sanitario pubblico.
A chi oggi inaugura una sede con l'obiettivo di limitare diritti conquistati con decenni di lotte, rispondiamo che continueremo a costruire mobilitazione e solidarietà per difendere l'autodeterminazione, la laicità e una società libera da ogni forma di fondamentalismo.
Lucca, 1 luglio 2026
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