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Il Comitato Rionale Santa ...

In Italia quasi tutti gli infermieri si trovano a svolgere attività che non rientrano nelle loro competenze specifiche. È quanto emerge da uno studio osservazionale dell'Università di Udine, richiamato dal sindacato COINA, che riporta un dato significativo: il 94,5% dei professionisti coinvolti dichiara di essere impegnato regolarmente in mansioni non infermieristiche.
La ricerca ha coinvolto 733 infermieri, selezionati tra i 1.331 iscritti all'Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia di Belluno, con un tasso di risposta di circa il 55%. Sono stati presi in esame operatori impiegati in ospedale, nei servizi territoriali e nelle strutture residenziali.
Dall'indagine emerge che circa il 32,6% del turno di lavoro viene assorbito da attività amministrative, logistiche, burocratiche o ausiliarie, riducendo il tempo disponibile per l'assistenza diretta ai pazienti. Secondo gli autori dello studio, anche la letteratura internazionale evidenzia una presenza consistente di attività non infermieristiche, con percentuali comprese tra il 35% e il 62% della giornata lavorativa.
Secondo il COINA questa situazione rappresenta uno spreco di competenze e rischia di incidere sulla qualità dell'assistenza. Il tempo dedicato a incombenze che potrebbero essere affidate ad altre figure professionali viene infatti sottratto alle attività cliniche, al monitoraggio dei pazienti, all'educazione sanitaria e alla presa in carico assistenziale.
Il sindacato sottolinea inoltre che in diversi Paesi europei si sta investendo sul potenziamento delle competenze infermieristiche avanzate, un modello che, secondo numerose analisi internazionali e l'OCSE, può migliorare l'accesso alle cure, la gestione delle malattie croniche e l'efficienza complessiva dei sistemi sanitari.
Per il COINA il problema non riguarda soltanto la carenza di personale, ma anche l'organizzazione del lavoro. Valorizzare pienamente le competenze degli infermieri, riducendo le mansioni improprie, rappresenterebbe un passo importante per migliorare sia le condizioni di lavoro sia la qualità dell'assistenza offerta ai cittadini.
Ai miei temi insegnavano agli infermieri a parlare con il malato e di prendersi cura dei suoi bisogni
Oggi di parla con il computer e di deve stare attendere a non spendere magari facendo portare i medicinali da casa dai pazienti per proseguire le sue cure
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