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  • 13/09/2026 19:51

Monti Pisani: segnaletica da rivedere e taluni sentieri inaccessibili.

Chi mi conosce sa benissimo che sono un giornalista senza peli sulla lingua e che dunque ho da narrarvi una storia.
Come sportivo outdooor ho affrontato ogni genere di sport avventuroso
A partire dall'escursionismo e dal paracadutismo sportivo, sono poi approdato alla discesa dei più irruenti fiumi d'Italia,  all'alpinismo, alle salite su pareti rocciose ed al volo in parapendio, 
Nonostante questa storia,  peraltro riconosciuta  con un recente invito  ad Ideario Sport Festival del libro della Sardegna, importante rassegna culturale che quest'anno ha avuto come ospiti Gianluigi Paragone e Beatrice Venezi, oggi mio malgrado,  sono stato costretto a vivere "una disavventura."
Partito in mountain bike per una normale salita che da S.Andrea di Compito mi ha condotto a gustare un bel caffè a S. Allago nella  tenuta del Conte Tadini, lì ho incontrato altri simpatici amanti delle due ruote  con i quali ho posato in foto.
Ho poi deciso di scendere a Vorno per fare un po" di "racing team" su quei sentieri fra i boschi.
Arrivato in località Campo di Croce ho voluto sperimentare una segnata via che, dal Monte del Carrara- cosi era indicato- mi doveva portava a Monte  Cocco e da qui alla "suore di Vorno".
Ebbene dopo qualche chilometro quell'indicato percorso si è mostrato impercorribile: era scavato dalle piogge e presentava anfratti infossati di diversi metri.
Un pericoloso itinerario di alberi abbattuti ed ormai quasi completamente ridotto ad un buco di eriche spinose fra enormi massi.
Non potendo ormai più tornare indietro e, con il peso della mia bici sulle spalle, confesso che ho provato apprensione.
Nel vedere che quella  boscaglia mi aveva ben presto isolato in luoghi all'inizio segnalati  ma  poi divenuti impraticabili.
Bene: dopo un calvario durato un' oretta, una bella sudata, qualche graffio, tanti vaffanculo diretti a chi so io, ho incontrato un azzardoso escursionista che mi ha parlato di lupi.
E fin qui va tutto bene perché,  in un certo senso, lo  sono sempre stato anch'io.
Ma quella "strana apparizione" mi ha anche confermato un'altra realtà.
Taluni sentieri dei Monti Pisani, all'inizio doverosamente segnati, non sono ormai più praticabili: neanche  ai vigili del fuoco.
Tant'è che mi è  stato riferito come costoro, durante l'ultimo incendio sui Pisani, siano dovuti tornare indietro da "quella via" passando poi per Coselli.
Quei viottoli, soprattutto in caso d'incendio,  dovrebbero  esser resi praticabili ai soccorsi.
Quel gentile  signore, incontrandomi, ha deciso poi di tornare indietro dalla propria escursione, facendomi uscire da quell'ormai intricata boscaglia attraverso la scorciatoia di una sua proprieta privata recintata.
Nonostante la mancata od errata segnalazione sentieristica e la chiusura arbustiva di quel sentiero una volta agibile, sono finalmente tornato a casa.

Massimo Raffanti

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