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Bullismo, nelle scuole medie della Toscana vittima uno studente su quattro
La
riflessione dell'Ordine degli Psicologi della Toscana in occasione
della Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo:
"Conseguenze sul piano psicologico, relazionale e scolastico"
Firenze, 6 febbraio 2025 – “Nelle scuole medie toscane un ragazzo su quattro è vittima di bullismo”.
A tracciare il quadro, in occasione della Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo in programma domani, è l'Ordine degli Psicologi della Toscana, che sottolinea l’importanza di un intervento tempestivo e strutturato per contrastare un fenomeno che continua a destare forte preoccupazione.
“Nelle scuole medie il bullismo raggiunge il suo picco, con percentuali che sfiorano il 20-25% degli studenti coinvolti” spiega Ersilia Menesini, psicologa, e docente di Psicologia dello sviluppo e dell'educazione dell'Università di Firenze. “Subire atti di prevaricazione ha conseguenze spesso molto gravi sul piano psicologico, relazionale e scolastico. Essere vittima di bullismo può lasciare segni profondi nel percorso di crescita: si osservano frequentemente difficoltà nelle relazioni con i coetanei e con la famiglia, calo del rendimento scolastico e un progressivo ritiro sociale. È fondamentale, quindi, che genitori e insegnanti siano in grado di riconoscere i segnali d’allarme. Tra questi, un improvviso disinteresse per la scuola, l’isolamento dai compagni o cambiamenti significativi nell’umore e nel comportamento. Anche per chi assume il ruolo di bullo, è essenziale intervenire con un’adeguata lettura del fenomeno: spesso si evidenziano atteggiamenti di sfida, opposizione e prevaricazione, anche nei confronti degli adulti” spiega Menesini.
Nel prevenire e contrastare bullismo e cyberbullismo le scuole hanno un ruolo chiave.
“Attraverso percorsi di sensibilizzazione - precisano dall'Ordine - gli insegnanti possono promuovere nei ragazzi una maggiore consapevolezza del fenomeno, rafforzare le competenze relazionali e creare un ambiente scolastico più inclusivo e rispettoso. Solo attraverso un’alleanza tra scuola, famiglia e professionisti sarà possibile costruire una cultura del rispetto e del benessere psicologico per le nuove generazioni”.
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