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  • 29/04/2026 10:07

FDI a Lucca con chi sta?

Fratelli d’Italia a Lucca sembra un contenitore che sta a destra ma potrebbe stare anche a sinistra. Gli assessori di riferimento - Bruni, Buchignani e Testaferrata - non prendono mai posizioni politiche. Anzi, sembrano stare sempre ben coperti e contenti di farsi accettare dalla sinistra. Salvo apparire a farsi le foto con il parlamentare FDI di turno. Per rimanere agli ultimi episodi: Bruni grandi sorrisi con vescovo e cooperative di sinistra, Buchignani commenta solo cantieri, Testaferrata sempre in accordo con il sistema scuola, che è in mano alla sinistra. Indubbiamente FDI a Lucca proviene dalle file democristiane, ma non tanto delle lotte anticomuniste quanto del trasformismo e di quel ‘centro’ che può andare sia di qua che di là, buono per tutte le stagioni. Nessuna eco delle battaglie nazionali. Referendum giustizia, immigrazione, lotte con il Pd: niente di tutto questo traspare dai tre rappresentanti FDI in giunta Pardini. Potrebbero essere tre dirigenti comunali invece che rappresentanti politici della destra al governo ex MSI. E come i dirigenti comunali sarebbero pronti a lavorare per qualunque maggioranza? L’elettorato dovrebbe saperlo.

I commenti

FDI a Lucca non ha una linea politica, sembra più una forza "prudente", quasi neutra, come se l’obiettivo fosse non disturbare nessuno.
Il risultato è un partito che sembra adattarsi al contesto più che rappresentare un’idea, finendo per assomigliare a quel “centro buono per tutte le stagioni” che storicamente ha sempre evitato di prendere posizione.
E allora la domanda è inevitabile: dov’è la differenza rispetto al Partito Democratico o a qualsiasi altra maggioranza? Se manca il profilo politico, resta solo la gestione, e per quello non serve un partito che si richiama a una precisa identità.

Anonimo - 06/05/2026 14:55

Io sono uno che a suo tempo ha votato per i vari Bulckaen (parto da lontano), Fazzi, Favilla e Santini. Per cui non appartengo al cosiddetto "centro sinistra". Non ho votato Pardini per via dell'alleanza con Casapound (sotto forma di Difendere Lucca). Se gli assessori da Lei citati andassero a testa bassa contro cattolici e scuola il centro destra perderebbe altri voti (al centro e tra i liberali come me). Quanto al referendum ho votato SI e penso che la responsabile della sconfitta sia Giorgia Meloni, la quale si è illusa di vincere senza lottare, diciamo per inerzia. Peccato per lei che l'opposizione a trazione sinistrorsa della Schlein abbia chiamato le truppe a raccolta, polarizzando il voto e facendo del referendum un'arma impropria da scagliare sul cranio del governo. La Meloni doveva intuirlo che sarebbe finita così e quindi avrebbe dovuto aver chiaro che, o evitava di fare una riforma costituzionale, oppure, nel caso l'avesse fatta a maggioranza (come ha fatto), sapere bene che la difesa di tale riforma avrebbe richiesto di metterci la faccia, il rischio e tutto il suo peso politico. L'errore è costato caro, ma è un errore di Giorgia.

Anonimo - 05/05/2026 02:31

Concordo con chi ha scritto il pezzo. Un conto è un assessore che dialoga con il mondo che la sua delega deve rappresentare, un conto è il mimetismo o il piede in due staffe. Non esiste una presa di posizione politica dei tre assessori citati, nonostante le posizioni di FDI vengano declinate anche sui territori (il referendum costituzionale ha coinvolto anche il sindaco Pardini, per fare un esempio).
Fratelli d'Italia non è più il partito di qualche anno fa, ma ha una storia precisa e prende comunque posizioni politiche anche forti: che non ve ne sia traccia nel partito a Lucca è un dato di cui l'elettorato deve tenere conto: non sta votando Giorgia Meloni.

Davide D'antraccoli - 03/05/2026 22:35

Ma chi l'ha scritta questa robba qui?? Vannacci?!?! Secondo il teorico della politica che l'ha scritto, il Bruni dovrebbe attaccare alzo zero l'Arcivescovo, la curia tutta e perfino le associazioni cattoliche. La Testaferrata invece dovrebbe mandare a quel paese prèsidi e professori in quanto "comunisti". Il Buchignani poi, che parla solo di cantieri (meno male!!), dovrebbe ogni tanto dar sfoggio di mistica fascista o qualcosa del genere. Ma dico, stiamo scherzando??? In primo luogo Bruni e Testaferrata sono assessori e quindi debbono collaborare con il mondo cattolico e con quello della scuola e poco importa se fior di cattolici o di professori non votano FdI; un assessore deve confrontarsi con la città e non produrre rotture politiche, sindaco ed assessori sono governanti della città, anche di quella parte che non ha votato il loro partito. Detto questo si deve anche notare che FdI non è oggi il partitino che è stato ieri. Un partito con molti voti e molti iscritti non può stare arroccato su posizioni di estrema destra, ma naturalmente deve guardare al centro. Questo varrà, dall'altra parte, anche per il PD sinistrorso di Elly Schlein; finché saranno all'opposizione potranno perseguire l'attuale politiche del "niente nemici a sinistra", più duro sarà farlo gestendo responsabilità di governo.

Anonimo - 30/04/2026 01:58

Un prete!
Un cattocomunista!

Anonimo - 29/04/2026 21:50

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