• 7 commenti
  • 22/11/2025 11:00

Stefania Craxi al festival L’Augusta: “Parole di Garofani al limite della sovversione, dovrebbe dimettersi”


A 40 anni dalla crisi di Sigonella Stefania Craxi è tornata a Lucca al festival L’Augusta per parlare del rapporto con il padre Bettino e di quella stagione politica, senza eludere domande sull’attualità.

La senatrice ha raccontato i rapporti di Craxi con vari personaggi, da Andreotti a Berlusconi, da Almirante a Scalfaro, ripercorrendo la stagione di ‘Mani pulite’, “quando la finanza ha imposto il suo dominio sulla politica, aiutata dalla magistratura e dal PCI”, ha precisato. La crisi di Sigonella per la senatrice “ha rappresentato l’ultimo atto del Risorgimento”.

Non è mancata la domanda sul caso del consigliere di Mattarella, Francesco Saverio Garofani, che ha parlato di dare una “provvidenziale spallata” al governo Meloni per impedire la scalata al Colle nel 2027. "Mattarella ha troppa esperienza per non sapere quale sia il ruolo di garanzia che il Presidente della Repubblica deve svolgere — ha specificato Craxi — quindi non credo c’entri qualcosa”.

“Garofani ha fatto un discorso al limite della sovversione dell’ordine democratico — ha incalzato Craxi — totalmente inadeguato per uno che ricopre quel ruolo, anche per non gettare sospetti sulla più alta carica dello Stato. C’è una parte del Paese — postcomunisti e cattocomunisti — che non digerisce la democrazia se vince l’avversario politico. Spero che gli italiani si siano stufati di questo metodo di far fuori governi non allineati”, ha concluso la senatrice.

I commenti

di Marco Travaglio, da "Il Fatto Quotidiano", 30 dicembre 2009

Al momento della morte, nel gennaio del 2000, Bettino Craxi era stato condannato in via definitiva a 10 anni per corruzione e finanziamento illecito (5 anni e 6 mesi per le tangenti Eni-Sai; 4 anni e 6 mesi per quelle della Metropolitana milanese). Altri processi furono estinti “per morte del reo”: quelli in cui aveva collezionato tre condanne in appello a 3 anni per la maxitangente Enimont (finanziamento illecito), a 5 anni e 5 mesi per le tangenti Enel (corruzione), a 5 anni e 9 mesi per il conto Protezione (bancarotta fraudolenta Banco Ambrosiano); una condanna in primo grado prescritta in appello per All Iberian; tre rinvii a giudizio per la mega-evasione fiscale sulle tangenti, per le mazzette della Milano-Serravalle e della cooperazione col Terzo Mondo.

Nella caccia al tesoro, anzi ai tesori di Craxi sparsi per il mondo tra Svizzera, Liechtenstein, Caraibi ed Estremo Oriente, il pool Mani Pulite ha accertato introiti per almeno 150 miliardi di lire, movimentati e gestiti da vari prestanome: Giallombardo, Tradati, Raggio, Vallado, Larini e il duo Gianfranco Troielli & Agostino Ruju (protagonisti di un tourbillon di conti e operazioni fra HongKong e Bahamas, tuttora avvolti nel mistero per le mancate risposte alle rogatorie). Finanziamenti per il Psi? No, Craxi rubava soprattutto per sé e i suoi cari. Principalmente su quattro conti personali: quello intestato alla società panamense Constellation Financière presso la banca Sbs di Lugano; il Northern Holding7105 presso la Claridien Bank di Ginevra; quello intestato a un’altra panamense, la International Gold Coast, presso l’American Express di Ginevra; e quello aperto a Lugano a nome della fondazione Arano di Vaduz. “Craxi – si legge nella sentenza All Iberian confermata in Cassazione – è incontrovertibilmente responsabile come ideatore e promotore dell’apertura dei conti destinati alla raccolta delle somme versategli a titolo di illecito finanziamento quale deputato e segretario esponente del Psi. La gestione di tali conti… non confluiva in quella amministrativa ordinaria del Psi, ma veniva trattata separatamente dall’imputato tramite suoi fiduciari… Significativamente Craxi non mise a disposizione del partito questi conti”. Su Constellation Financiere e Northern Holding – conti gestiti dal suo compagno di scuola Giorgio Tradati – riceve nel 1991-‘92 la maxitangente da 21 miliardi versata da Berlusconi dopo la legge Mammì. Sul Northern Holding in cassa almeno 35 miliardi da aziende pubbliche, come Ansaldo e Italimpianti, e private, come Calcestruzzi e Techint.

Nel 1998 la Cassazione dispone il sequestro conservativo dei beni di Craxi per 54 miliardi. Ma nel frattempo sono spariti. Secondo i laudatores, Craxi fu condannato in base al teorema “non poteva non sapere”. Ma nessuna condanna definitiva cita mai quell’espressione. Anzi la Corte d’appello di Milano scrive nella sentenza All Iberian poi divenuta definitiva: “Non ha alcun fondamento la linea difensiva incentrata sul presunto addebito a Craxi di responsabilità di ‘posizione’ per fatti da altri commessi, risultando dalle dichiarazioni di Tradati che egli si informava sempre dettagliatamente dello stato dei conti esteri e dei movimenti sugli stessi compiuti”. Tutto era cominciato “nei primi anni 80” quando – racconta Tradati a Di Pietro – “Bettino mi pregò di aprirgli un conto in Svizzera. Io lo feci, alla Sbs di Chiasso, intestandolo a una società panamense (Constellation Financière, ndr). Funzionava cosí: la prova della proprietà consisteva in una azione al portatore, che consegnai a Bettino. Io restavo il procuratore del conto”. Su cui cominciano ad arrivare “somme consistenti”: nel 1986 ammontano già a 15 miliardi. Poi il deposito si sdoppia e nasce il conto International Gold Coast, affiancato dal conto di transito Northern Holding, messo a disposizione dal funzionario dell’American Express, Hugo Cimenti, per rendere meno identificabili i versamenti. Anche lí confluiscono ben presto 15 miliardi. Come distinguere i versamenti per Cimenti da quelli per Tradati, cioè per Craxi? “Per i nostri – risponde Tradati – si usava il riferimento ‘Grain’. Che vuol dire grano”. Poi esplode Tangentopoli. “Il 10 febbraio ‘93 Bettino mi chiese di far sparire il denaro da quei conti, per evitare che fossero scoperti dai giudici di Mani pulite. Ma io rifiutai e fu incaricato qualcun altro (Raggio, ndr): so che hanno comperato anche 15 chili di lingotti d’oro… I soldi non finirono al partito, a parte 2 miliardi per pagare gli stipendi”. Raggio va in Svizzera, spazzola il bottino di Bettino e fugge in Messico con 40 miliardi e la contessa Vacca Agusta. I soldi finiscono su depositi cifrati alle Bahamas, alle Cayman e a Panama.

Che uso faceva Craxi dei fondi esteri? “Craxi – riepilogano i giudici – dispose prelievi sia a fini di investimento immobiliare (l’acquisto di un appartamento a New York), sia per versare alla stazione televisiva Roma Cine Tv (di cui era direttrice generale Anja Pieroni, legata a Craxi da rapporti sentimentali) un contributo mensile di 100 milioni di lire. Lo stesso Craxi, poi, dispose l’acquisto di una casa e di un albergo [l’Ivanohe] a Roma, intestati alla Pieroni”. Alla quale faceva pure pagare “la servitú, l’autista e la segretaria”. Alla tv della Pieroni arrivarono poi 1 miliardo da Giallombardo e 3 da Raggio. Craxi lo diceva sempre, a Tradati: “Diversificare gli investimenti”. Tradati eseguiva: “Due operazioni immobiliari a Milano, una a Madonna di Campiglio, una a La Thuile”. Bettino regalò una villa e un prestito di 500 milioni per il fratello Antonio (seguace del guru Sai Baba). E il Psi, finito in bolletta per esaurimento dei canali di finanziamento occulto? “Raggio ha manifestato stupore per il fatto che, dopo la sua cessazione dalla carica di segretario del Psi, Craxi si sia astenuto dal consegnare al suo successore i fondi contenuti nei conti esteri”.

Anche Raggio vuota il sacco e confessa di avere speso 15 miliardi del tesoro craxiano per le spese della sua sontuosa latitanza in Messico. E il resto? Lo restituì a Bettino, oltre ad acquistargli un aereo privato Sitation da 1,5 milioni di dollari e a disporre –scrivono i giudici– “bonifici specificatamente ordinati da Craxi, tutti in favore di banche elvetiche, tranne che per i seguenti accrediti: 100.000 dollari al finanziere arabo Zuhair Al Katheeb” e 80 milioni di lire(«$ 40.000/s. Fr. 50.000 Bank of Kuwait Lnd») per “un’abitazione affittata dal figlio di Craxi (Bobo, ndr) in Costa Azzurra”, a Saint-Tropez, “per sottrarlo – spiega Raggio – al clima poco favorevole creatosi a Milano”. Anche Bobo, a suo modo, esule.

Quando i difensori di Craxi ricorrono davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo, nella speranza di ribaltare la condanna Mm, vengono respinti con perdite. “Non è possibile – scrivono i giudici di Strasburgo il 31 ottobre 2001 – pensare che i rappresentanti della Procura abbiano abusato dei loro poteri”. Anzi, l’iter dibattimentale “seguí i canoni del giusto processo” e le proteste dell’imputato sulla parzialità dei giudici “non si fondano su nessun elemento concreto… Va ricordato che il ricorrente è stato condannato per corruzione e non per le sue idee politiche”.

(31 dicembre 2009)


https://archivio.micromega.net/il-bottino-di-bettino-come-e-quanto-rubava/

Il Fido - 24/11/2025 21:33

Una lettura per tutti :

La beatificazione di Craxi
“Come si può proporre
di dedicare una strada o una targa
a un condannato in via definitiva
per numerosi reati,
morto latitante all’estero?”

Nell’anno del ventesimo anniversario
della morte dell’ex presidente
del Consiglio, un libro che dà
pronte risposte a quesiti antichi,
che dice le parole
giuste a chi le ha scordate,
che fa ritrovare la memoria
a chi non accetti di farsi travolgere
da una valanga di conformismo
e smemoratezza

Bettino Craxi, segretario del Partito socialista italiano dal 1976 al 1993 e presidente del Consiglio dei ministri dal 1983 al 1987, è morto ad Hammamet, in Tunisia, il 19 gennaio 2000. Dopo vent’anni è stato ricordato con un pellegrinaggio sulla sua tomba, alcuni libri agiografici, un film molto discusso e vari tentativi (per ora falliti) di dedicargli una via o addirittura una piazza a Milano, la sua città.
Secondo i suoi sostenitori, Craxi sarebbe un politico di rango, che ha difeso l’autonomia internazionale dell’Italia e l’ha fatta diventare la quinta potenza del mondo. Un eroe che ha raccolto denaro soltanto per il partito e ha avuto il coraggio di ammettere il sistema dei finanziamenti illegali.
Ma i fatti, le testimonianze e le verità ricostruite nei processi raccontano un’altra storia. Craxi è stato condannato con sentenze definitive a cinque anni e sei mesi per corruzione (nel processo Eni-Sai) e a quattro anni e sei mesi per finanziamento illecito (per le tangenti di Metropolitana milanese).
L’inchiesta di Mani pulite non è stata un golpe giudiziario, una manovra politica o un complotto internazionale. La verità processuale dell’imperfetta giustizia degli uomini è
l’unica a cui possiamo attenerci.
Gianni Barbacetto, documenti alla mano, mette in chiaro le falsità che sono state dette
e scritte, cercando di riportare la discussione su una base reale e ricostruendo, passo dopo passo, come in un drammatico e trascinante racconto giallo, un incredibile caso di negazionismo e di rimozione collettiva.

Una prece - 24/11/2025 21:32

Bettino Craxi subì due condanne definitive per corruzione e finanziamento illecito durante le inchieste di Mani pulite. Anche Stefania Craxi, sua figlia, ha ricevuto delle condanne, tra cui una per ingiurie e diffamazione contro l'ex politico Francesco Rutelli e un'altra in Cassazione per il pagamento di imposte erariali relative alla condanna del padre per corruzione e finanziamento illecito.
Bettino Craxi
Condanne definitive: Due condanne per corruzione e finanziamento illecito al Partito Socialista Italiano.
Contesto: Le condanne riguardano il suo coinvolgimento nelle inchieste di Mani pulite.
Stefania Craxi
Condanna per ingiurie e diffamazione: Condannata a un risarcimento per aver rivolto appellativi offensivi a Francesco Rutelli.
Condanna per imposte erariali: Condannata dalla Corte di cassazione al pagamento di oltre 676.000 euro di imposte erariali, riferite alla condanna del padre per corruzione e finanziamento illecito.
Condanna per tasse evase: Condannata insieme al fratello e alla madre per il pagamento di 10 miliardi di lire di tasse evase, relative a un conto in Svizzera detenuto dal padre.

Gianfranco il becco - 24/11/2025 21:29

si, è finanziato dal comune come pure da' soldi al giornale fascista

Anonimo - 23/11/2025 10:38

Si, mi sa proprio che riceve soldi dal Comune.

Anonimo - 23/11/2025 00:21

Bettino Mussolini

Gino in Strada - 22/11/2025 12:53

Vero che tutto questo riceve soldi dal comune?

anonimo - 22/11/2025 11:38

Gli altri post della sezione

Giani e le priorità

Perché il Presidente dell ...

BILANCIO ADDIO

Il Comune di Lucca non ha ...

Austerity ciao

Questi son bravi a fare le ...